Un nuovo modello di iPhone è indispensabile per innalzare quel livello di innovazione

Inutile negarlo, nonostante il solito grande evento di lancio sul mercato dell’iPhone 7, è mancato quello scatto in avanti. Il nuovo top di gamma di Apple è senza dubbio un prodotto di altissima fattura, ma non è poi così differente dal suo predecessore. Dell’iPhone 7 ha colpito soprattutto l’assenza dell’entrata del jack per le cuffie, troppo poco. Eppure per la società di Cupertino, questo è un momento chiave considerando il calo delle vendite messo nero su bianco nell’ultimo bilancio. Il mercato dello smartphone non tira più come una volta e i competitor, anche dalla Cina, sono sempre più credibili. Non è un caso che si parla già di un nuovo modello, l’iPhone 8, che dovrebbe innalzare quel livello di innovazione che è rimasto su soglie finora piuttosto basse per gli standard della Mela.

Non si intravedono all’orizzonte segnali di crisi, ma alcune recenti casi, impensabili negli anni d’oro, invitano a non abbassare la guardia. Per tutti i Millennials, il primo cellulare è stato un Nokia. La società finlandese con i suoi popolari modelli 32 e 3310 ha accompagnato il mondo della rivoluzione della mobilità. Fino a meno di 10 anni fa, la quota di mercato era già al 50%. Dal 2007 in poi c’è stata una lenta discesa, in sostanziale contemporaneità con il lancio sul mercato degli iPhone di Apple. Nel 2013 Microsoft acquista la divisione dei telefoni ma i fasti di un tempo sono un ricordo. Quest’anno ha concesso il marchio a una società finlandese che lo riporterà sul mercato.

Motorola è nella storia perché è suo il primo cellulare in commercio. Siamo nel 1983 e si tratta del classico modello con lo sportellino e l’antenna estraibile. Grazie alla realizzazione di modelli sempre più piccoli e sottili, la società statunitense si impone come leader del mercato mondiale del mondiale. Il declino coincide con l’arrivo della coppia Blackberry e iPhone. Nel 2011 la società viene divisa in due per far fronte alla perdite: la divisione Mobility viene acquistata da Google e poi girata a Lenovo. Oggi Moto è una linea di smartphone della multinazionale cinese.

E a proposito di Blackberry, che ha fatto sapere di smettere di produrre internamente smartphone affidandosi a partner esterni, i primi segnali negativi risalgono a giugno, quando il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva annunciato che sarebbe passato a un nuovo cellulare. Ma si tratta solo di un passaggio mediatico: qualche mese dopo la società ha alzato bandiera bianca. Addio dunque al pionieri dei cellulari intelligenti, quelli che per primi hanno fatto leggere le mail in mobilità.

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