Facebook rinuncia alla condivisione dei dati degli utenti

Passo indietro di Facebook che ha ceduto al pressing delle autorità europee e ha sospeso la condivisione dei dati degli utenti con WhatsApp in Europa per ragioni pubblicitarie. E lo ha fatto proprio quando è arrivato l’annuncio delle videochiamate gratis e per tutti del software per la messaggistica istantanea. La scelta del social network di Menlo Park è arrivata dopo le obiezioni sollevate in diversi paesi del continente, compresa l’Italia, dove il Garante per la privacy e l’Antitrust avevano avviato una doppia istruttoria. Nei mesi scorsi, Facebook aveva annunciato cambiamenti nelle politiche per la privacy di WhatsApp che ha acquistato nel 2014 per 14 miliardi di dollari, pari a circa 13,2 miliardi di euro.

Agli utenti è stato chiesto di dare il proprio consenso allo sharing dei propri dati personali tra le due compagnie, in modo che queste informazioni potessero essere utilizzate per inserzioni commerciali mirate. Gli utilizzatori di WhatsApp avevano a disposizione 30 giorni per scegliere se accettare questi nuovi termini o perdere la possibilità di utilizzare l’app. La prima nazione ad ottenere lo stop della pratica del social network è stato il Regno Unito. Ma il cambiamento delle politiche sulla privacy di Facebook ha sollevato critiche in modo quasi unanime, cosicché le autorità per la tutela della privacy europee hanno scritto una lettera aperta a Facebook per chiedere la sospensione della condivisione dei dati fi no a un chiarimento sulla legalità della disputa.

Da Facebook è arrivata la precisazione che, a ogni modo, i due servizi proseguiranno nel condividere i dati back-end degli utenti per altre ragioni, ad esempio per arginare lo spam. Il tutto mentre Snap, il gruppo che possiede l’app di messaggistica Snapchat, punta a collocarsi in Borsa. La società californiana, dopo aver cambiato il nome in Snap a settembre, ha presentato alla Consob americana, richiesta per l’Ipo che potrà valutare l’azienda tra i 20 e i 25 miliardi di dollari. Il collocamento, come si vocifera da mesi, è atteso per marzo 2017. Già scelte le banche che faranno da capofila per la Ipo: Morgan Stanley e Goldman Sachs guideranno l’Offerta pubblica di titoli per la quotazione.

Snapchat conta 150 milioni di utenti giornalieri e ha generato un fatturato in advertising di 350 milioni di dollari nei primi dieci mesi del 2016. In forte crescita. Infine, performance in grande spolvero per due colossi dell’hi tech statunitense, Alphabet e Amazon. La casa madre del motore di ricerca Google ha continuato a rafforzarsi con risultati trimestrali ancora una volta in crescita, mentre il colosso di Seattle ha chiuso un nuovo trimestre in utile con ricavi in forte miglioramento, anche se il mercato si aspettava di più. Nello specifico Alphabet ha chiuso il trimestre con una crescita dell’utile netto del 27% a 5,06 miliardi di dollari.

I ricavi sono migliorati del 20% a 22,45 miliardi di dollari sostenuti dal business pubblicitario e dal dominio nel campo della telefonia mobile. La società controlla infatti il 95% del mercato delle ricerche su smartphone, contro il 78% raggiunto nei personal computer. Amazon ha invece registrato nel terzo trimestre una crescita dei profitti inferiore alle attese del mercato in scia alla continua crescita dei costi di trasporto ma è stata comunque capace di chiudere in utile il sesto trimestre consecutivo. La società ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in crescita del 29% dai 25,36 miliardi di dollari di un anno fa a 32,7 miliardi di dollari attuali. L’utile netto è passato dai 79 milioni a 252 milioni di dollari.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 3 Media: 5]

NESSUN COMMENTO

Rispondi