WhatsApp, Skype, Messenger, Telegram e Viber potrebbero diventare chat a pagamento. O almeno, è questo quanto auspica l’Agcom ovvero l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il concetto è semplice: utilizzano i numeri di telefono comprati dagli operatori e quest’ultimi devono essere compensati per la spesa. E oltretutto, è il ragionamento, utilizzano le reti Internet delle società di telecomunicazioni senza versare un solo centesimo, di euro o di dollaro che sia. Se questo si tradurrà nell’avvio di una fase di trattative con ripercussioni sui consumatori finali è tutto da scoprire. Ma la prima mossa è stata fatta.

D’altronde, numeri alla mano, gli italiani tra i 45 e i 54 anni hanno aumentato del 19% i messaggi gratuiti via app e ridotto – contestualmente del 12% le telefonate. Quali sono i servizi di comunicazione elettronica più popolari e utilizzati in Italia? Se WhatsApp è al primo posto, alle sue spalle si colloca Facebook Messenger mentre il gradino meno nobile del podio è occupato da Skype. A seguire, una dopo l’altra, ci sono Google, Viber, WeChat, iMessage, Yahoo!, Line, Telegram, BBM, Chad2Win, Whizzper. Stando a una recente ricerca della stessa ricerca della stessa Agcom, il 70% degli italiani inizia a chattare entro mezzora dal risveglio: gli unici in Europa.

Tra le più utilizzate c’è Telegram, la WhatsApp segreta, basata sul cloud. Molto simile al più noto servizio di messaggistica, Telegram permette di creare delle stanze segrete per comunicazioni anonime. Il sistema di crittografia dei messaggi è molto forte e fino a ora è il servizio più sicuro dal punto di vista della sicurezza. Per questo motivo è utilizzato da quelle persone che hanno necessità di scambi sicuri di informazioni. Crittografia sicura dei messaggi molto complessa che ne garantisce la sicurezza. Oltre alle stanze segrete, Telegram offre anche la possibilità di inviare messaggi a tempo, che spariscono dal server dopo un po’. Possibilità di disattivare tutte le notifiche. I messaggi non vengono salvati su server.

In costante ascesa c’è Snapchat. L’applicazione che in passato stava per essere acquistata da Facebook è molto popolare tra i giovani, che la usano per condividere immagini e video che si autodistruggono dopo pochi secondi. Non è obbligatorio associare il proprio numero di telefono, ma è la via più rapida per mettersi in contatto con i propri amici. Se viene fatto uno screenshot del messaggio postato, si vede una notifica. Non è vero che i messaggi non possono essere recuperati, ma esiste un modo per farlo abbastanza facilmente, mediante l’app che si chiama Snap Grab.

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