In arrivo una importante novità

WhatsApp, il popolare software di messaggistica istantanea per cellulari, lancia le videochiamate. La compagnia ha annunciato l’arrivo della nuova funzione, che nei prossimi giorni sarà a disposizione dell’oltre un miliardo di utenti della app supportata di vari modelli di iPhone così come dagli smartphone equipaggiati con sistema operativo Android o Windows 10 Mobile. «Nel corso degli anni abbiamo ricevuto molte richieste da parte dei nostri utenti per le videochiamate e siamo entusiasti di poter offrire al mondo questa funzione», si legge sul blog di WhatsApp, che ora compete con le videochiamate di Skype, Facebook Messenger, Snapchat, FaceTime di Apple e Duo di Google.

Jan Koum, il fondatore assieme a Brian Acton della App, ha annunciato che la funzione sarà attiva in 180 Paesi nel giro di poche ore, dopo un evento programmato in India. «Noi cerchiamo di essere in sintonia con ciò che i nostri utenti vogliono», ha detto al quartier generale dell’azienda a Mountain View, California dove lavorano 200 dipendenti. Al pari dei messaggi e delle telefonate, le videochiamate su WhatsApp saranno criptate, inaccessibili agli hacker ma anche alle agenzie governative. Ad agosto, dopo aver a lungo negato la possibilità di condividere informazioni con altri social, la nuova policy di WhatsApp ha messo in chiaro che Facebook avrebbe acquisito le liste dei contatti e il numero di telefono dei suoi utenti.

Sul caso, l’Antitrust ha aperto un procedimento istruttorio. Il tutto mentre su fronte social media si registrano le misure di Twitter per il contrasto al cyberbullismo. Nel mirino come gli altri social network per l’invasione delle incitazioni all’odio e alla violenza sulle loro piattaforme, soprattutto da quando si è chiusa la campagna elettorale, Twitter corre ai ripari e offre agli utenti strumenti di difesa e di denuncia per proteggersi dagli abusi online. La società semplifica le modalità con cui gli utenti possono nascondere i contenuti che non vogliono vedere e per denunciare post offensivi «in base alla razza, l’etnia, l’origine, l’orientamento sessuale, il genere, l’identità di genere e la religione», anche se i messaggi sono diretti ad altri utenti.

E assicura che sottoporrà i suoi dipendenti a una formazione migliore. «C’è un confine sottile fra libera espressione e abusi, e queste misure sono un ulteriore passo per liberarsi dagli abusi. Abbiamo già lanciato altri prodotti in quest’ottica, molti altri sono in arrivo», promette Del Harvey, vice presidente di Twitter per la sicurezza. La risposta di Twitter è un primo passo ma non è in grado, secondo gli osservatori, di risolvere il problema, anche perché Twitter consente l’anonimato.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 5 Media: 4.4]

NESSUN COMMENTO

Rispondi