La sicurezza digitale appare sempre più una chimera. A un mese dalla scoperta della falla nella posta elettronica di Yahoo! (risaliva al 2013, oltre un miliardo di utenti a rischio l’annuncio), ora tocca a WhatsApp. Tobias Boelter, un ricercatore americano, ha scovato una backdoor di sicurezza – una sorta di porta segreta del software – all’interno della chat: consentirebbe a Facebook, proprietaria della piattaforma, oppure potenzialmente ad altri, di intercettare e leggere i messaggi. Insomma, nonostante siano criptate, le conversazioni di WhatsApp (sistema usato da un miliardo di persone nel mondo) potrebbero comunque essere a rischio spioni.

L’allarme arriva da una notizia riportata dal Guardian, secondo la quale il sistema che WhatsApp usa per crittografare le informazioni che viaggiano sulle sue chat lascerebbe uno spiraglio per accedere ai contenuti. A Facebook ma anche ad altri, governi compresi. Il ricercatore, che lavora per la Università di Berkeley, dice di aver segnalato la falla a Facebook (che ha comprato il sistema di messaggeria per una ventina di miliardi di dollari nel 2014) ma la compagnia ha risposto di essere a conoscenza della questione. Tuttavia, Boelter insiste: «Se un governo chiedesse a WhatsApp di accedere allo scambio di dati fra due dei suoi utenti, la compagnia potrebbe fornire quei dati».

Un’affermazione con implicazioni pesanti visto che l’applicazione è usata da anche attivisti, dissidenti e diplomatici. La replica di WhatsApp: «Non forniamo ai governi una backdoor nei nostri sistemi. E siamo trasparenti in merito alle richieste ricevute dal governo, pubblicando i dati relativi a tali richieste all’interno del Facebook Government Requests Report».

E Facebook non se la passa meglio

«Spiacenti, si è verificato un errore». Brutta sorpresa per gli utenti che navigano su Facebook. Per alcune ore si sono trovati davanti una schermata bianca che non si aggiornava. La piattaforma social in Italia si era inceppata per un disguido tecnico, risolto solo in parte con una navigazione a intermittenza. E, stando a Twitter dove l’hashtag #facebookdown è iniziato a comparire tra i trending topic, anche in altri paesi il social ha iniziato a funzionando a sprazzi. Un inconveniente che ha coinvolto milioni di utenti e che arriva nel giorno in cui sul fronte della messaggistica WhatsApp, di proprietà della stessa Facebook, si sarebbero scoperte falle nel software.

La giornata nera dei social coincide con la mossa a sorpresa della primula rossa del web, Julian Assange. L’attivista australiano cofondatore di Wikileaks, rifugiato politico all’ambasciata dell’Ecuador a Londra per sfuggire all’estradizione in Svezia e al carcere Usa per il ruolo svolto dalla sua organizzazione nei tanti leaks, sarebbe disposto a consegnarsi alle autorità di Washington, solo in cambio di una grazia concessa da Obama a Chelsea Manning, il soldato transgender che sta scontando 35 anni per aver rivelato informazioni segrete militari e diplomatiche tramite Wikileaks.

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