La strada per la vendita di Twitter si fa sempre più in salita

C’erano una volta gli SMS, quelli che ancora oggi rientrano nei pacchetti delle tariffe per cellulari anche in Italia, tra Vodafone, Tim, Wind e 3 Italia. Che siano illimitati o qualche centinaia alla settimana, i fatti dimostrano come non si tratti più di una variabile decisiva nelle scelte dei consumatori. Oggi sono quasi un ricordo. Secondo i dati delll’ottavo Rapporto Asstel sulle telecomunicazioni nel 2015 in Italia, si registra un vero e proprio boom del traffico dati da mobile con un conseguente crollo vertiginoso degli SMS, di fatto surclassati da WhatsApp, la più popolare delle app di messaggistica istantanea per cellulari.

Dati alla mano, dal 2010 i messaggini tradizionali sono scesi del 27%, mentre il traffico dati mobile è cresciuto di quasi il 500%. Traffico dati che viene utilizzato anche per usufruire di servizi di comunicazione via Internet. Nel 2015 gli investimenti degli operatori telefonici di rete fissa e mobile salgono del 9% (600 milioni in più del 2014) per un totale di 6,6 miliardi di euro, pari al 21% dei ricavi. I ricavi della filiera crescono a vista d’occhio rispetto all’anno precedente, assestandosi attorno a un valore di 42,7 miliardi di euro. Un segnale positivo, considerato che dal 2008 al 2014 il segno era sempre stato negativo e sono stati bruciati complessivamente oltre 11 miliardi di euro (21% del valore iniziale).

E se WhatsApp esulta, la strada per la vendita di Twitter si fa sempre più in salita. Il titolo della società che cinguetta affonda in Borsa, dove arriva a perdere punti su punti. Un tonfo che rischia di complicare ancora di più il processo dopo la fuga dei papabili acquirenti. Saleforce, la società californiana di cloud computing, è l’ultima in ordine temporale a fare un passo indietro, dopo che anche altri grandi nomi, da Apple a Google passando per Walt Disney, sembrano intenzionati a sfilarsi. L’attenzione è ora tutta sul prossimo 27 ottobre, quando Twitter comunicherà i risultati trimestrali e potrebbe offrire un aggiornamento sullo stato delle trattative.

Il processo di vendita, che sembrava aver subito un’accelerazione proprio sulle pressioni di Saleforce, sembra ora allontanarsi, aumentando le pressioni su Twitter e sul suo amministratore delegato, Jack Dorsey. A poco più di un anno dal ritorno in Twitter, Dorsey non è riuscito a imprimere la svolta che molti si attendevano. Alle prese con una crescita degli utenti anemica e lo scontento degli investitori, Dorsey ha iniziato a valutare la vendita, spinto anche dal forte interesse mostrato nei confronti della società. Ma le difficoltà di Twitter e del suo modello di business avrebbero forzato molti papabili pretendenti a ripensare le proprie opzioni. A un prezzo orientativo di 20 miliardi di dollari Twitter è infatti costosa per Saleforce, che ha una capitalizzazione di mercato di 49 miliardi di dollari.

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