Facebook sta per iniziare a mostrare inserzioni nel mezzo dei filmati guardati sulla sua piattaforma, con le entrate pubblicitarie che saranno spartite con gli editori. A differenza di YouTube, che mostra la reclame prima dell’inizio di un video, Facebook sarebbe intenzionato a far comparire lo spot, lungo 15 secondi al massimo, almeno 20 secondi dopo l’avvio della riproduzione, e all’interno di video abbastanza lunghi, che durano almeno un minuto e mezzo. A svelare le strategie è stato il sito ReCode. Strategia che si lega all’analisi di un comparto in cui il numero delle campagne di web advertising che includono una componente mobile in Europa nel 2016 è pari all’87% del totale.

In Italia, la percentuale delle pubblicità che vanno anche sui telefonini arriva addirittura a coprire il 96% del totale delle campagne, più di qualunque altro paese europeo. Sempre nel 2016 in Italia, in termini di incidenza, le impression mobile (le visualizzazioni) rappresentano il 60% di tutte le impression misurate. La misurazione mobile è stata introdotta all’interno di Nielsen Digital Ad Ratings (Dar) in Italia alla fine del 2015. I risultati dello studio Nielsen evidenziano come ci siano differenze fondamentali nella capacità di raggiungere il target da parte dei diversi device, desktop e mobile. In particolare la percentuale di impression che ha raggiunto il target sul totale delle impression erogate per i target femminili è costantemente più alta per i posizionamenti mobile rispetto a quelli desktop.

Per i target maschili vale esattamente il contrario. A livello europeo, ad esempio, il classico target del mondo del largo consumo, ovvero le donne 25-54, è raggiunto mediamente dal 34% delle impression erogate, ma se scendiamo a livello di device emerge che per il desktop la percentuale di impression a target è pari al 33% contro il 41% del mobile. Per gli uomini vale piuttosto il contrario: 40% è la percentuale media di impression a target che si confronta con il 41% del desktop e il 33% del mobile. In Italia sullo stesso target la situazione è pressoché analoga: il dato medio per le donne 25-54 è pari al 37% (36% desktop e 41% mobile), a fronte di una media per gli uomini del 44% (45% desktop e 34% mobile).

La spiegazione di questi risultati va ricercata in un diverso approccio di uomini e donne all’utilizzo dei due device. Anche i dati Audiweb evidenziano come le donne abbiano navigato su device mobili 53 ore e 33 minuti in media, contro le 38 ore e 43 minuti degli uomini. Questi ultimi hanno invece trascorso mediamente tre ore in più delle donne navigando da desktop. «La differente capacità di mobile e desktop nel raggiungere i diversi target evidenzia come dal punto di vista media il device pianificato sia una variabile fondamentale per migliorare le prestazioni delle campagne pubblicitarie», ha detto Luca Bordin, general manager Media Sales&Solutions di Nielsen.

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