La diffusione virale e senza soste sui social fa esplodere il caso: Radio Kiss Kiss Napoli scopre che digitando la parola Vesuvio sulla chat WhatsApp sui dispositivi Apple ovvero su iPhone e iPad e aggiungendo la lettera l, viene suggerito anche il termine lavali. Con chiaro riferimento al più becero dei cori da stadio che viene tirato fuori tutte le volte che si vuole colpire la città di Napoli. Colpa della tastiera predittiva, il sistema che suggerisce le parole (per esempio, se scriviamo cattivo, compare gusto). Scattano le polemiche sui social network, Facebook e Twitter su tutti: c’è chi chiede di boicottare Apple (Mela marcia), chi parla di razzismo e di errore clamoroso.

Ma il problema non è evidentemente Apple: la tastiera predittiva si basa infatti su un algoritmo che assorbe le espressioni più utilizzate dagli utenti dell’iPhone in una certa lingua. Reagendo anche in base alle nostre buone o cattive abitudini. Resta da capire se la denuncia indurrà Apple a intervenire, se mai possibile, sulla tastiera predittiva. Sulle cattive abitudini degli utenti italiani, non è possibile, almeno per Cupertino. In ogni caso, accanto a chi invita al boicottaggio di Apple e dunque dei vari iPhone e iPad, c’è chi la prende con maggiore leggerezza e invita a farsi una risata. Anche perché di strafalcioni di questo tipo è piena la tastiera predittiva. Basta fare qualche prova.

Da un software di messaggistica istantanea, WhatsApp, al più popolare dei servizi di social netwrok, Facebook. Dalla sharing economy alla social economy: la vendita di auto e servizi sbarca infatti sul sito blu. Hurry! innovativa start up della mobilità online estende la sua presenza sul social con una vetrina interattiva (@HurryBot) dove è possibile acquistare prodotti e servizi automotive. Con pochi click su Messanger, gli internauti, guidati in chat da un assistente virtuale, possono scegliere la soluzione più adatta e conveniente alle proprie esigenze, dalle opzioni pay per use al noleggio di auto, suv, moto, minicar, dall’acquisto dell’usato alle varie a offerte shopping presenti sul sito.

Per Hurry!, società diventata il primo portale di ecommerce dedicato al mondo della mobilità, non è l’unica novità: a due anni dalla partenza chiude infatti il 2016 con un volume d’affari che raggiunge quota 42 milioni di euro, in aumento del 135% sul 2015; e con performance interessanti anche sugli altri segmenti: +340% per le offerte più innovative come Ricaricar, il servizio dedicato alle auto che ricaricano i chilometri come con la sim di un cellulare.

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