Il consiglio d’amministrazione di Twitter sta affrontando i nodi della società, alle prese con una crescita troppo lenta. E cerca alternative. Una delle ipotesi è la vendita e secondo alcuni analisti non è escluso che ci sia già un acquirente in corsa. Fra le ipotesi avanzate c’è Walt Disney, intenzionata a recitare una parte da protagonista, e c’è l’addio alla Borsa. Di certo, Twitter è al lavoro per capire come risalire la vetta dei social network. Le indiscrezioni circolano in questi giorni sulla stampa americana dopo che Evan Williams, cofondatore di Twitter e membro del consiglio d’amministrazione, ha dichiarato che il social network sta valutando «il suo futuro da società indipendente».

Dall’azienda guidata oggi dal suo creatore e amministratore delegato Jack Dorsey non è arrivato nessun commento alla notizia ma molti analisti specializzati sui media l’hanno bollata come speculazione. I motivi? Intanto Dorsey è solo da un anno alla guida operativa di Twitter e quindi può darsi altro tempo per risollevarne le sorti. In seconda battuta ha il consiglio d’amministrazione dalla sua e, infine, Twitter ha una serie di nuove iniziative in cantiere. Per esempio seguire il modello YouTube e puntare sui video, con relativa ripartizione dei ricavi pubblicitari con gli autori dei video.

Che Twitter sia o meno in vendita, non mancano comunque i potenziali acquirenti, a partire da Google che potrebbe usare la mole di iscritti (oltre 300 milioni di utenti mensili attivi secondo l’ultima rilevazione) nella sfida contro Facebook. Interessati sono anche Apple, Amazon e persino il magnate dei media Rupert Murdoch. Ma nella partita non è escluso che entrino anche operatori delle telecomunicazioni e private equity. A chi fa notare che iscritti, fatturato e valore delle azioni stanno calando da tempo, alcuni analisti hanno risposto facendo un parallelo con Yahoo!, sottintendendo che se quest’ultimo ha trovato un compratore allora ci può riuscire anche Twitter. Tanto più che Dorsey ha già snellito l’organigramma, mandando a casa l’8% della forza lavoro.

Tra le ipotesi sul futuro di Twitter c’è infine il delistening del titolo quotato a Wall Street ma anche un ulteriore giro di tagli tra il personale, per poter essere più appetibile sul mercato. Nei prossimi giorni è in programma una serie di riunioni al vertice, occasione per prendere una decisione o, almeno, decidere che strategia seguire. A breve tutti i nodi saranno sciolti e le nubi sul futuro di Twitter definitivamente diradate.

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