Al fotofinish il governo Gentiloni dà seguito alle deleghe assegnate sulla scuola. E una di queste, quella relativa alla formazione, ha dirette conseguenze sia sul Tfa terzo ciclo e sia sul futuro dello stesso Tfa. Anzi, ne ha decretato la morte. Sono state confermate le indiscrezioni delle ultime settimane secondo cui questo, se mai verrà bandito considerando che è ancora in pista l’ipotesi di allestire un nuovo concorso per assumere i precari e i non abilitati, sarà l’ultimo anno del Tfa. Dal prossimo anno per diventare docenti della scuola italiana occorrerà sì passare da una concorso, ma preceduto da un corso di abilitazione con tanto di apprendistato triennale tra scuola e università. Queste sono però le intenzioni perché i dettagli operativi sono ancora sfumati.

Oggi chi vuole insegnare nella scuola secondaria deve abilitarsi dopo la laurea, per accedere così alle graduatorie per le supplenze. Per il ruolo occorre invece superare un concorso. Il decreto predisposto dal governo e su cui ha messo la firma il nuovo ministro dell’Istruzione prevede che dopo la laurea si parteciperà a un concorso: chi lo supererà si inserirà in un percorso di formazione di tre anni, due dei quali fatti anche a scuola. Il percorso si concluderà, dopo il terzo anno, con l’assunzione a tempo indeterminato. A corollario delle nuove disposizioni, sono in arrivo anche la semplificazione e lo snellimento delle pratiche burocratiche, maggiore continuità didattica e formazione del personale docente.

E a proposito di Tfa 2017, le certezze arrivano dal fronte del sostegno per cui le operazioni sono in corso. Tuttavia, secondo una nuova inchiesta online di Tuttoscuola, ripresa dal Corriere della Sera, oltre 2 milioni e mezzo di alunni, pari al 33% dell’intera popolazione scolastica, si trovano quest’anno con almeno un insegnante nuovo in classe. Tra questi, si legge nel documento, è andata peggio agli alunni con disabilità, perché almeno 100mila di loro ovvero il 43% dei 233mila alunni disabili presenti quest’anno nelle classi di ogni ordine di scuola, hanno cambiato il docente di sostegno. Gli insegnanti di sostegno in Italia sono più del doppio dei medici – 137mila rispetto a 64mila -, per una spesa di 5 miliardi di euro l’anno in stipendi.

Se trovare il supplente annuale da nominare può rappresentare una odissea, saltano fuori casi limiti: in una scuola a Roma 15 bimbi con disabilità hanno avuto in pochi mesi 27 nuovi insegnanti di sostegno. A ogni modo, stando a quanto stabilito dal governo Gentiloni, non sarà solo la gravità della disabilità a determinare le risposte offerte degli alunni: si cercherà di determinare in senso più ampio i loro bisogni. Insegnanti di sostegno più preparati, con l’obbligo di 120 crediti formativi universitari. I percorsi per la formazione professionale durano cinque anni: biennio più triennio. Gli indirizzi passano da 6 a 11. Conseguita la qualifica triennale, lo studente potrà scegliere di proseguire passando al quarto anno dei percorsi di istruzione professionale e conseguireun diploma professionale tecnico.

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