Non solo nella giornata di oggi giovedì 25 agosto 2016: il terremoto che ha colpito Lazio e Marche, tra le provincie di Rieti e Ascoli Piceno e in misura minore Umbria , Abruzzo e Toscana sarà ricordato per molto tempo. E mentre proseguono gli aggiornamenti in tempo reale sulle cifre sul numero di morti e feriti, che continuano a crescere ora dopo ora, è partita la macchina della solidarietà. C’è chi mette a disposizione la propria casa attraverso il sistema del couchsurfing e chi crea hashtag su Twitter per raccogliere le comunicazioni di servizio. Sono stati i giovani i primi a organizzarsi per portare solidarietà ai terremotati.

Lo hanno fatto sfruttando a fondo smartphone e social network, sia nei comuni colpiti sia nelle grandi città per organizzarsi e partire volontari. Ragazzi e giovani di Arquata del Tronto, uno dei comuni più duramente provati dal sisma, si sono subito mobilitati già nella notte. È bastata una telefonata, un semplice sms, un messaggio su WhatsApp o Facebook e si sono ritrovati nelle strade. Hanno cercato di coadiuvare come potevano i primi soccorsi, spostando a mano calcinacci e mattoni. Poi, nel corso della mattinata, si sono organizzati per distribuire l’acqua tra coloro che si sono ritrovati al campo sportivo. «Siamo qui per dare una mano», ha detto Luca.

Accanto a lui una ventina di giovani in attesa davanti all’ingresso di quello che doveva essere solo un terreno di gioco e dove invece ora è stato allestito un ospedale da campo. Con gli occhi bassi, i volti tristi e arrabbiati al tempo stesso. Vestiti con jeans, tute da ginnastica e pantaloni corti perché il terremoto ha colpito tutti nell’anima. «La scorsa notte – ha detto ancora Luca – ci siamo ritrovati in strada. Nei punti principali di Arquata e delle frazioni. Tutti hanno sentito il terremoto ed è bastato il passaparola per organizzarsi. Abbiamo cercato di fare quello che potevamo perché c’è tanta gente sotto le macerie». Ma la speranza di trovare sopravvissuti si affievolisce con il passare delle ore.

Stessa situazione ad Amatrice e ad Accumoli, terribilmente colpite dai terremoti, con i ragazzi del paese impegnati a scavare con i pochi attrezzi disponibili, da subito, senza aspettare la Protezione civile. Ma molti giovani sono arrivati già alle prime luci dell’alba, insieme con Croce Rossa e Protezione civile, dalle città vicine, ma anche da Roma, Firenze, Bologna. Organizzati in poche ore sui social per portare solidarietà concreta. Uno sforzo che però ora deve essere coordinato e organizzato per riuscire a essere veramente utile.

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