Nuova faglia attivata sull’Appennino

Il fenomeno sismico che ieri e con ripercussioni oggi giovedì 27 ottobre 2016 ha colpito con violenza Umbria, Marche e Abruzzo con ripercussioni più lievi nel Lazio non è esaurito. Un terremoto, secondo gli esperti, collegato a quello di 24 agosto, con epicentro tra Visso e Ussita, nelle Marche, e Preci, in Umbria. Le scosse sono state avvertite anche al Nord: nel Bresciano nei paesi al confine con le province di Mantova e Cremona. A Roma in tanti si sono riversati in strada. Ogni terremoto di una certa energia può generare una sorta di effetto domino: la faglia che si è messa in movimento nel sisma di ieri secondo gli esperti ha risentito probabilmente dell’energia caricata dall’evento che nell’agosto scorso ha interessato il Reatino.

La zona colpita ieri è infatti come tutto il sistema di faglie dell’Italia centrale, estremamente complessa. La probabilità che una sequenza sismica possa finire per attivare faglie vicine è nota, ma i sismologi non si stancano di ripetere che è impossibile fare qualsiasi previsione su quando e dove possa avvenire una nuova rottura. Certamente alcune zone, come quelle dell’Appennino centro-meridionale, hanno una maggiore probabilità che avvengano i terremoti rispetto ad altre aree. Oltre che dal luogo, la probabilità dipende anche dal tempo: dopo un forte terremoto, la perturbazione indotta sulle altre faglie aumenta la probabilità che avvengano altri forti terremoti. Si tratta, dicono i sismologi, di probabilità solitamente inferiori al 10%.

Questo accade perché quando avviene un terremoto, questo carica di energia altre faglie in zone limitrofe e se una di queste era già prossima alla rottura diventa più facile che possa generare un altro terremoto forte, anche ravvicinato nel tempo, ma non si può sapere con certezza né dove né quando il nuovo terremoto possa avvenire. Per esempio, gli scienziati non sono in grado di capire se sarà più a Nord o a Sud, ci sono tante faglie, e non si sa se ed eventualmente quale di queste sia quella pronta ad attivarsi. Resta il fatto che ieri in tre ore, secondo le rilevazioni, l’area tra Macerata e Perugia è stata interessata da 36 scosse di magnitudo superiore a 2,1, comprese quella iniziale di magnitudo 5,4 alle 19.10 e quella successiva più forte, delle 21.18 e di magnitudo 5,9.

I paesi colpiti ieri dal terremoto sono i situati alle pendici dei monti Sibillini, la maggior parte con pochi centinaia di abitanti, in un territorio di montagna. Il centro con più abitanti, 1200, è Visso che si trova ad un’altezza di 600 metri. Castelsantangelo sul Nera è il paese più vicino all’epicentro del terremoto, è un comune di 318 abitanti della provincia di Macerata, nelle Marche. Castelsantangelo sul Nera si trova in linea d’aria a 17 chilometri e mezzo a nord ovest di Arquata del Tronto, uno dei centri più colpiti dal sisma del 24 agosto. e a 12 km da Norcia. Un altro paese colpito è Ussita che conta circa 400 abitanti. E poi c’è Preci: comune di circa 750 abitanti che si trova in provincia di Perugia in Umbria. Si trova sempre nella zona dei Simbruini a circa 600 metri di altezza.

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