Addio agli iPod nano e iPod shuffle. Apple li rottama e li rimuove dal suo market online. La giustificazione della società di Cupertino è la volontà di semplificare la vita agli utenti con la proposizione di soli due modelli di iPod Touch, i soli a supportare il servizio Apple Music sviluppato dalla multinazionale della mela morsicata. Di fatto la musica in streaming ha messo in una posizione di difficoltà gli MP3 che, a loro volta, avevano preso il posto dei walkman. Provando a riavvolgere il nastro degli eventi, la prima incarnazione di iPdo risale al 2001. Solo quattro anni dopo, nel 2005, era arrivato il turno di iPod nano e iPod shuffle, adesso in soffitta.

Migliori app e piattaforme per ascoltare musica in streaming

E allora, al di là dei grandi nomi, come Spotify, quali sono i servizi e le app per l’ascolto di musica sui cellulari (iPhone e smartphone Android)? Soundhound è in grado di recuperare anche i testi. Tutte e due le applicazioni sono scaricabili sia in una versione base gratuita che in una seconda, con funzionalità aggiuntive, a pagamento. Ecco poi Groove Music Pass, il cui bitrate massimo è invece di 192 kpbs. Il limite è l’assenza dell’app per iPad, ma è scaricabile quella per iPhone. Andare a caccia di nuova musica è però scomodo, anche per via dell’assenza di playlist predefinite. Il prezzo è lo stesso, 9,99 euro al mese, ma la qualità complessiva è inferiore.

Napster è il servizio disponibile su tutte le piattaforme, anche se non c’è una versione specifica per Windows. La ricerca non è il linea con le ultime innovazioni, ma le playlist sono numerose. Sul browser funziona bene la creazione di una coda di brani da ascoltare. L’app per iPad ha un aspetto migliorabile. L’impegno di spesa è di 9,95 euro al mese. C’è poi Deeezer, piattaforma francese con 13 milioni di canzoni a disposizione degli utenti. Sono consentiti 30 giorni di prova ed è disponibile una versione gratuita con la pubblicità. Buona la qualità dello strumento di ricerca, mentre la creazione di una coda non è comoda. Il valore aggiunto è la distribuzione in anteprima della musica degli artisti emergenti. Gratuita con pubblicità o a 9,99 euro al mese.

Archivi di qualità in Tidal: le canzoni sono ascoltabili anche in formato flac. Il software è disponibile su tutte le piattaforme, ma non su Windows 10 Mobile. Ottime la ricerca e le playlist predefinite, mentre i canali radio generati dagli utenti non sono allo stesso livello. I costi? 9,99 euro al mese (Premium), 19,99 euro (HiFi). Da non perdere di vista TuneWiki che, rispetto agli altri, è sincronizzato con i social network e consente la ricerca dei video sulla piattaforma YouTube.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 1 Media: 2]

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento!
Il tuo nome