Il popolare servizio di messaggistica verso Wall Street

Le ultime notizie riferiscono che la vendita di Twitter si complica. Gli azionisti di Saleforce, la società californiana di cloud computing che negli ultimi giorni sembrava la più convinta a chiudere l’operazione, sono infatti contrari alla presentazione di un’offerta per la popolare piattaforma di microblogging. Un duro colpo per il numero uno e cofondatore di Twitter Jack Dorsey, dopo che le indiscrezioni parlano di altri grandi nomi decisi a sfilarsi dall’affare: da Google ad Apple passando per Walt Disney. Secondo il New York Times, che cita fonti vicine al dossier, gli azionisti di Saleforce avrebbero sospeso per il momento l’ipotesi di un accordo con Twitter.

Le pressioni in questo senso sull’amministratore delegato Marc Benioff sarebbero già cominciate da un paio di settimane. Lo stesso Benioff alcuni giorni fa aveva spiegato come le sfide di Twitter siano molto difficili da affrontare. Tantissimi messaggi di posta elettronica ricevuti dall’amministratore delegato da parte degli investitori, preoccupati dal fatto che la società californiana possa fare un passo più lungo della gamba. Ora il no sarebbe però arrivato, nel corso di un incontro con gli azionisti in un hotel di San Francisco, da Fidelity Investment, il fondo di investimenti che rappresenta l’azionista di maggioranza di Saleforce, col 14% delle azioni.

«Ho preso nota delle vostre osservazioni», avrebbe detto Beinoff, parlando della necessità di resettare la situazione per poter approfondire tutti gli aspetti e le conseguenze di una eventuale operazione con Twitter. Twitter, che nell’ultima trimestrale ha evidenziato la più bassa crescita dei ricavi da quando si è quotata in Borsa, st trattando la cessione aiutata da Goldman Sachs. L’azienda punterebbe a 30 miliardi di dollari, ma secondo le stime degli analisti potrebbe arrivare al massimo a 18 miliardi. Le indiscrezioni sul futuro di Twitter hanno fatto comunque impennare il titolo che è arrivato a guadagnare il 21% a 22,82 dollari, pur restando al di sotto dei 26 dollari della Initial public offering.

Che Twitter non se la stesse passando bene è cosa nota: da luglio 2015 gli utenti sono saliti di 9 milioni, mentre Facebook nello stesso periodo ne ha guadagnati 164 milioni. Il tutto mentre Snapchat, popolare servizio di messaggistica per tablet e smartphone, è pronta a sbarcare a Wall Street. Secondo fonti riportate dal Wall Street Journal, starebbe lavorando a una Ipo (Initial public offering) che potrebbe portare il valore della società ad almeno 25 miliardi di dollari. L’Ipo potrebbe arrivare all’inizio di marzo diventando uno dei debutti più attesi degli ultimi anni.

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