Snapchat è un social network che si rivolge soprattutto ai ragazzi sotto o poco sopra i 20 anni. Mentre Facebook è diventato uno strumento di comunicazione per genitori, insegnanti e capi di stato, Snapchat è più rilassato e leggero grazie al suo carattere giocoso e al fatto che i post condivisi con lo smartphone spariscono entro 24 ore. Rispetto a Twitter e Facebook, Snapchat può sembrare quasi ostile all’utente, anche per la presenza di decine di filtri per inviare selfie, come la funzione Lenses, basata su un software per il riconoscimento facciale, Cryingeyes, al Bug-out eyes e Rainbow vomit. Appena l’app viene avviata, appare uno schermo intero che ricorda l’icona della macchina fotografica di un cellulare.

Strisciando sullo schermo verso destra si aprono i messaggi. È da lì che gli utenti mandano centinaia di selfie al giorno ai loro amici, accompagnandoli con faccine e disegnini vari, o applicando dei filtri, come quello del vomito arcobaleno, che cambiano continuamente. Strisciando sullo schermo a sinistra si aprono le storie, piccoli video che scorrono uno dopo l’altro e spariscono entro 24 ore. Può postarli chiunque. La parte superiore è dedicata alle variazioni sulle storie: le Live stories o Snapchat discover. I canali Discover sono venti, ognuno prodotto da note testate giornalistiche, ma anche da siti e giornali come Vice e BuzzFeed.

Il successo è planetario considerando che è tra le dieci applicazioni più scaricate in cento paesi. Eppure i ricavi annuali di Snapchat non sono così alti. Secondo la stampa specializzata ammontano a duecento milioni di dollari, ma il sito ha già attirato molti grandi inserzionisti. Secondo una fonte bene informata, all’inizio del 2016 la Pepsi, Amazon, la Marriott International e la Budweiser hanno pagato più di un milione di dollari per far apparire i loro annunci su Snapchat durante il Superbowl. E dato che Snapchat non ha ancora cercato di vendere i suoi spazi pubblicitari alle piccole e medie imprese, che sono buona parte dei clienti di Google e Facebook, si può concludere che il sito ha ancora enormi potenzialità.

Snapchat è stata fondata a Los Angeles nel 2011 da Evan Spiegel, Bobby Murphy e Reggie Brown, tre studenti della Stanford university. All’inizio si chiamava Picaboo, ma in seguito Spiegel e Murphy hanno estromesso Brown e l’hanno rinominata Snapchat. Alla fine del 2011 il social network aveva solo mille utenti, ma nell’aprile del 2012 era già arrivato a centomila e cominciava ad attirare gli investitori. Oggi Snapchat ha circa cento milioni di utenti, che in gran parte hanno un’età compresa tra i 12 e i 34 anni. La società non è ancora quotata in borsa, ma nel maggio del 2015, dopo un giro di consultazioni con alcuni grandi investitori, ha dichiarato che il suo valore è di circa sedici miliardi di dollari.

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