Le news passano sempre di più dai social network e sempre meno dai giornali: Facebook lancia le Categorie



L’informazione passa sempre di più dai social network e sempre meno dai giornali. Non è un mistero che Facebook e Twitter, ma anche il colosso del search Google, stiano puntando proprio sulle news per arricchire di contenuti di qualità le proprie piattaforme, cercando al contempo di far navigare quanto più possibile gli utenti all’interno delle proprie pagine anche quando cercano notizie e approfondimenti.

Facebook lancia le Categorie per le news

In questa direzione va l’ultima iniziativa di Facebook, che nella sua app per dispositivi mobili sta testando una nuova funzionalità che organizzerà i contenuti attraverso una serie di categorie che affiancheranno i classici “news feeds”: dalla moda ai viaggi. “Gli utenti ci dicono che vorrebbero avere più opzioni per vedere e tenere conversazioni su Facebook riguardo a specifici argomenti di cui sono interessati”, spiega un portavoce della società. Non si sa quando la nuova funzionalità sarà ufficialmente disponibile su Facebook; in ogni caso il test segue il lancio, poco più di un mese fa, di “Instant Articles”, una vera e propria piattaforma editoriale attraverso la quale gli editori di tutto il mondo possono condividere i loro contenuti all’interno di Facebook.

facebook categorie
(da Twitter)

INFORMAZIONE LIQUIDA – Certo, per gli editori il rischio è quello di svuotare le loro testate. Ma è un rischio inevitabile: nel momento in cui gli utenti del web si informano sempre meno attraverso le testate tradizionali e sempre di più in maniera “liquida”, navigando sui social o su aggregatori di notizie (dai portali a Google News, fino ad app dedicate come Flipboard), quegli stessi editori non possono che valorizzare i loro contenuti proponendoli là dove si trova la maggior parte degli utenti. A partire, appunto, da Facebook: a Instant Articles, non a caso, hanno già aderito testate internazionali del calibro di New York Times, BuzzFeed, National Geographic, NBC e le italiane Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Huffington Post, Repubblica, La Stampa, Libero Quotidiano. E, c’è da scommetterci, siamo solo all’inizio.

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