Focus sul sistemo operativo Android

Il sito italiano più visto dagli utenti italiani con dispositivi equipaggiati con sistema operativo Android è Banzai con 22,4 milioni di utenti unici registrati nel mese di agosto. A livello assoluto non c’è invece partita con Google, WhatsApp e Facebook, che occupano i primi tre posti della graduatoria. E volendo rimanere dentro i confini strettamente nazionali, alle spalle del gruppo web italiano ci sono il gruppo L’Espresso con 20 milioni di visitatori, ItaliaOnline con 19,2 milioni, Rcs con 19,1 milioni, Leonardo Adv con 18,1 milioni e Mediaset con 16,6 milioni. A rivelare queste statistiche aggiornate è stato comScore, gruppo statunitense che si occupa di misurare i trend di accesso e consumo del web.

Lo ha fatto in occasione del primo panel mobile realizzato su sistemi operativi Android, attraverso cui ha fatto luce su audience, brand e comportamento dei consumatori in tutto il mondo. Emerge allora come l’audience media su mobile browsing sia il doppio dell’audience media raggiunta su mobile app, rappresentando l’elemento chiave per aumentare la propria reach digitale. Oltre i siti web, la ricerca ha fatto il punto anche sulle app più utilizzate (non le più scaricate) ovvero quelle su cui gli utenti investono più tempo. Ai primi posti non possono che esserci Google e Facebook, seguite da la software di messaggistica istantanea WhatsApp (93% dei 36,6 milioni di utenti complessivi) e Google Play (93%).

Una dopo l’altro fanno poi la loro comparsa Google Search (78%) e Maps (64%), YouTube (70%), Facebook Messenger (62%), Amazon Mobile (23%, pari a circa 4,7 milioni di utenti), My Vodafone Italia (17%) e IlMeteo Previsioni (17%). Lo scopo dichiarato del panel mobile Android è di potenziare le misurazioni della mobile audience in Italia fornendo una reportistica precisa su metriche di visite ed engagement e sui dati demografici, che comprendono nuove variabili di segmentazione quali l’area geografica di residenza, la presenza di bambini e la composizione del nucleo familiare.

Come spiegato Stuart Wilkinson, Head of Industry Relations comScore, «grazie alle novità introdotte siamo in grado di mettere in atto una misurazione reale, basata sulle persone, della Total Digital Reach. Il processo di innovazione contempla anche la capacità di misurare e attribuire il traffico proveniente da app di terze parti e da distributori di contenuti come Facebook Instant Articles e Google AMP, al fine per assicurare agli editori una misurazione consistente della loro audience digitale complessiva su più dispositivi».

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