Anche Instagram diventa live sia per iPhone e sia per cellulari Android. Dopo il successo del lancio negli Stati Uniti, in Italia si può utilizzare l’app per la condivisione di immagini più diffusa nel mondo pure per le dirette video. Basta scorrere a destra sulla fotocamera di Stories e cliccare su Live per far partire la diretta che dopo l’interruzione resta visibile soltanto per 24 ore. Ed è questa la principale differenza con le dirette live di Facebook. Quest’ultime restano, a meno di cancellazione manuale ovvero di un intervento diretto dell’utente che le ha postate. Con la diretta live di Instagram, durante la trasmissione del video è anche possibile mettere in evidenza un commento per renderlo visibile a tutti o disattivare del tutto i commenti.

Presto sarà disponibile anche la funzione Top Live nella tab Esplora di Instagram, grazie alla quale gli utenti avranno modo di scoprire le dirette più interessanti che stanno avendo luogo in quel momento. Insomma, scattare una foto o un selfie, applicare l’effetto desiderato e pubblicare sul web non sarà l’unica funzione permessa da Instagram. Il tutto mentre l’app ha toccato il traguardo dei 600 milioni di utenti attivi mensilmente, in soli due anni l’app, anch’essa di proprietà di Mark Zuckerberg, ha raddoppiato il numero, passando da 300 a 600 milioni di utenti.

Passione per i social scritta nei geni

Instagram, Facebook, Twitter, sempre con lo smartphone in mano, pronti a mettere un like o chattare con qualcuno? La passione per social network, app, chat e siti web tipica dei nativi digitali potrebbe essere fortemente influenzata dai nostri geni. Lo suggerisce un nuovo studio condotto da ricercatori del King’s College di Londra. Un’idea nata dalla constatazione che l’utilizzo dei mezzi di comunicazione online è diverso, e anche di molto, fra le persone, giovanissimi compresi. Lo studio, su PLoS One, ha esaminato l’uso dei media online in più di 8.500 gemelli di 16 anni.

Ma lo smartphone è causa di una lite su tre

Almeno una volta al mese quasi un italiano su tre viene ripreso dal proprio partner e persino dai propri figli perché sempre attaccato allo smartphone e questo vale all’Italia il primato di paese europeo in cui si discute più spesso a causa del cellulare. È uno dei dati che emergono dalla Global Mobile Consumers Survey 2016, una ricerca presentata da Deloitte e che coinvolge 31 Paesi tra i principali al mondo e delinea le tendenze relative alle abitudini e ai comportamenti degli utenti connessi tramite smartphone e tablet.

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