Questa volta è Facebook a finire nel mirino della Commissione europea. Dopo la stangata ad Apple, la cui conclusione della vicenda è tutta da scrivere, Margrethe Vestager riparte all’attacco e accende il faro sul social network, chiedendo informazioni sull’uso dei dati da parte di WhatsApp alla luce delle modifiche decise dalla società alle norme sulla privacy. La richiesta di informazioni non si traduce automaticamente in nessuna azione da parte della Commissione europea: «Vedremo cosa faremo con le risposte» ottenute. Ma rischia di alimentare le tensioni fra le due sponde dell’Atlantico, con gli Stati Uniti che ritengono ci sia un accanimento dell’Europa contro le aziende americane.

Le domande presentate a Facebook sono in linea con il via libera concesso due anni fa della Commissione europea alla fusione fra il colosso di Mark Zuckerberg e WhatsApp, afferma il commissario europeo alla concorrenza con l’agenzia Bloomberg. Allora, infatti, la separazione dei dati fra le piattaforme di Facebook, inclusa la chat di messaggistica, è stata un «fattore decisivo nel via libera all’acquisizione». E anche se sono passati due anni il tema dei dati resta «ancora parte della decisione, per questo poniamo domande per capire cosa succede» mette in evidenza Vestager. Le novità introdotte da WhatsApp sono nel mirino anche delle autorità europee della privacy.

Riguardano la possibile comunicazione fra le aziende e i clienti attraverso la sua chat come già avviene su Messenger. Ma anche il collegamento dei numeri di telefono degli utenti con i sistemi di Facebook, in modo che il social network possa offrire migliori suggerimenti di amici e mostrare inserzioni più pertinenti. Un affondo su Facebook da parte delle autorità europee rischierebbe di infliggere un nuovo colpo alle relazioni fra Stati Uniti e l’Unione europea. La richiesta di informazioni al social network si va infatti ad aggiungere all’azione da 13 miliardi di euro contro Apple, alle indagini antitrust in corso su Google, e a quelle su Amazon per l’accordo fiscale in Lussemburgo.

Ad aprire il fronte europee contro Corporate America, e soprattutto la Silicon Valley, era stato Mario Monti comminando a Microsoft una sanzione da 497 milioni. Trema, ma per l’incertezza del suo futuro, Twitter. La società che cinguetta continua a perdere in Borsa fra rumor di tagli e vendita. Secondo quanto riportato dalla Cnbc, non ci sarebbe sul tavolo alcuna offerta per Twitter. Il consiglio d’amministrazione ha concesso «alcuni trimestri» in più all’amministratore delegato Jack Dorsey per risollevare le sorti della società.

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