Alla ricerca di nuovo formati e diverse narrazioni



Un progetto per collaborare con gli editori nello sviluppo di strumenti a loro dedicati, per fornire formazione ai giornalisti, per insegnare agli utenti come trovare fonti attendibili per l’informazione. Si chiama Facebook Journalism Project ed è stato lanciato dal social network di Palo Altro. Non è una novità che nella partita fra Google e Facebook un ruolo importante sia giocato dai contenuti editoriali e dalla capacità dell’uno e dell’altro soggetto di intrattenere buoni rapporti con editori e giornalisti, così dopo le iniziative di Google in questo senso, anche la società di Mark Zuckerberg ha voluto un progetto specifico di collaborazione con gli attori dell’informazione.

Adesso si attende la risposta dei giornalisti e aspiranti tali sulla riuscita di questa iniziativa. Ma cosa cambia e quali sono le caratteristiche del servizi della più popolare della piattaforme di social media? Facebook innanzitutto si confronterà con gli editori sui servizi e i prodotti che sta sviluppando e che hanno a che fare con i contenuti sul social prima che vengano lanciati. Ma il lavoro di collaborazione riguarderà anche la ricerca di nuovi formati per la narrazione giornalistica e la presentazione delle notizie sul social, così come la ricerca di nuovi modelli di business. Per i giornalisti, invece, sono previsti corsi online su prodotti Facebook, strumenti e servizi.

Ci saranno poi dipendenti del social che visiteranno le redazioni e giornalisti che saranno ospitati da Facebook. L’intento è di aiutare chi fa informazione a trovarla nella piattaforma, ovviamente distribuirla su Facebook e coinvolgere audience. Non solo, Facebook parteciperà a First Draft, l’iniziativa lanciata da Google e altri soggetti a cui partecipano oltre 80 editori il cui scopo e di fornire una guida per trovare, verificare e pubblicare informazione che proviene dal social web.

Il tutto mentre Google, Facebook e gli altri colossi del web dovranno rivedere tutte le le politiche sulla privacy dopo la proposta presentata dall’Unione europea volta a limitare l’accesso ai dati personali e a garantire un più elevato livello di protezione dei consumatori. Le nuove regole allo studio puntano a introdurre maggiori controlli per i cookies quando si naviga su Internet. Queste, oltre alle società di telecomunicazioni, verranno estese anche ai nuovi provider di servizi di comunicazione elettronica come WhatsApp, Facebook, Messenger, Skype, Gmail e iMessage, ha fatto sapere Andrus Ansip, vice presidente dell’Unione europea.

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