Calcio e social network, il rapporto si fa sempre più stretto. Questa volta i calciatori non c’entrano perché al centro dell’attenzione c’è il tentativo di Facebook di comprare il Tottenham e quello di Twitter e della stessa Facebook di proporre la diretta streaming dei Mondiali di Russia 2018. Mark Zuckerberg vuole entrare nel calcio e l’obiettivo è appunto quello della squadra inglese del Tottenham. È bastato un rumor finanziario in arrivo dagli Stati Uniti a scuotere la già ricca Premier League, il massimo campionato inglese che continua ad essere al top della visibilità a livello planetario. E a costringere il club di Londra a emettere una nota ufficiale per precisare di non essere in alcun modo in vendita.

L’indiscrezione era stata pubblicata dall’autorevole Sunday Times: un fondo statunitense, con base a San Francisco, sarebbe stato interessato al club londinese, secondo nell’ultima Premier League. Secondo l’anticipazione del domenicale, Iconiq Capital – una società che si occupa di investimenti per conto dei milionari della Silicon Valley, Zuckerberg in testa – avrebbe voluto sbarcare in Premier League, individuando negli Spurs il club ideale. Una notizia che ha immediatamente scatenato grande interesse e curiosità nel mondo calcistico d’Oltremanica, costringendo il Tottenham alla smentita. Secca e perentoria: nessuna trattativa di vendita, nessuna offerta di acquisto.

Né il fondo statunitense né Mark Zuckerberg, che del fondo è uno dei principali azionisti, hanno contattato il Tottenham, che peraltro – stando al comunicato emesso dallo stesso club – non ha in programma un aumento di capitale né l’ingresso di nuovi soci. Anche perché le finanze del club sono sane, e lo scorso marzo è stato completato il finanziamento del nuovo stadio, attraverso prestiti milionari di un consorzio di banche americane (Bank of America Merrill Lynch International Limited, Goldman Sachs Bank USA e HSBC Bank plc) che hanno deciso di sostenere economicamente la costruzione del nuovo impianto da oltre 61mila spettatori.

E proprio il business attorno al nuovo impianto che andrà a sostituire il mitico White Hart Lane, e tutti i proventi che ne conseguiranno, starebbero frenando l’affare con il tycoon dei social network: in altre parole, il management  degli Speroni londinesi non vorrebbe regalare ad altri il progetto dello stadio. E c’è un altro aspetto che si mette di traverso all’affare: sempre per il Daily Express, il proprietario degli Spurs, Joe Lewis, non avrebbe alcuna intenzione di cedere proprio nell’anno in cui il Tottenham parteciperà alla prossima Champions League, vetrina assai remunerativa dalla quale mancava da due stagioni. Nella prossima annata sportiva la formazione di Mauricio Pochettino sarà costretta a giocare le partite casalinghe a Wembley.

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