Coinvolte anche le piattaforme online di video on demand come Netflix o iTunes



Il commercio elettronico va nel segno della liberalizzazione e delle maggiori facilitazioni per tutti i consumatori europei, compresi quelli italiani. Dopo il roaming, cadono le frontiere anche per lo shopping online, dai pacchetti vacanze a Eurodisney ai vestiti, e più nessuno potrà vedersi rifiutato il suo acquisto perché la carta di credito o il Paese di residenza non coincidono con quello d’acquisto. La rivoluzione, però, resta a metà: musica, app, ebook, giochi e anche film o serie televisive, per ora restano fuori sotto la pressione delle lobby, soprattutto musicali. Ma una clausola di revisione nei prossimi anni e la riforma del copyright a settembre lasciano almeno la porta aperta.

Cambiano le regole anche per le piattaforme online di video on demand come Netflix o iTunes: obbligo di tutela dei film europei anche per loro, con una quota minima del 20%, e più tutele per i minori, come per le TV, che ora potranno spalmare il 20% della pubblicità consentita sull’intera giornata aumentandola nel prime time. Più trasparenza anche sulle tariffe dei corrieri, ma senza fissare prezzi massimi. È il multi-pacchetto presentato dalla Commissione europee con cui intende dare una svolta alla creazione del mercato unico digitale europeo, spingendo l’ecommerce, rivedendo l’ormai sorpassata direttiva sui servizi audiovisivi e fissando un approccio di regolamentazione per le piattaforme online, da YouTube a eBay.

Si accennava al roaming: telefonare in Europa da adesso costa di meno. È infatti entrata in vigore la soglia dei 5 centesimi al minuto per le chiamate vocali e per ogni MB di navigazione web. Fissata anche la soglia di 2 centesimi supplementari per gli SMS. Tanto per avere un’idea, prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, le soglie erano di 6 centesimi per i messaggi di testo, di 19 centesimi al minuto per le telefonate e di 20 centesimi per ogni MB consumato. Soo quindi spariti i supplementi del roaming, che scattano quando la rete del proprio operatore non è disponibile. E si tratta solo di una tappa intermedia che porterà a giugno del prossimo anno alla parità dei costi di chiamate, SMS e traffico web con quelli dell’utenza domestica.

Sono coinvolti non solo i Paesi dell’area euro, ma anche quelli dello spazio economico europeo, come Norvegia e Croazia. Le modifiche sono entrate in vigore per via dell’intesa stipulata da Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio europeo, che stabilisce la creazione di un periodo cuscinetto tra il 30 aprile 2016 e il 15 giugno 2017. Il testo prevede anche che le imprese che offrono l’accesso a Internet trattino il traffico dati in modo omogeneo. Gli operatori telefonici possono però imporre maggiorazioni in casi eccezionali, come la perdita di ricavi.

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