Arriva una tassa al 21% in Italia

Il mercato del web è soggetto a nuove regolazione sia sul versante dell’ecommerce e sia su quello della sharing economy. La norma Airbnb si propone di regolare il mercato degli affitti brevi in strutture extralberghiere da parte di privati o di intermediari online. Più esattamente in uno degli emendamenti alla legge di Bilancio del governo Renzi presentati in Parlamento, vengono previste l’applicazione di una cedolare secca al 21% per questo tipo di attività, l’istituzione di un apposito registro all’Agenzia delle entrate e una clausola antievasione, con la responsabilità in solido sul pagamento delle tasse da parte del privato e dell’intermediario.

Airbnb è nata in modo casuale nel 2007 a San Francisco, quando Joe Gebbia e Brian Chesky affittano un divano letto durante un congresso in città. Il funzionamento per affittare è semplice. Prima occorre registrarsi gratuitamente sul sito airbnb.com. Quindi inserire l’annuncio (meglio se con foto), definire la disponibilità, anche solo per qualche periodo dell’anno, impostare il prezzo e comunicare attraverso l’applicazione Airbnb con gli ospiti (per indirizzo, chiavi e indicazioni varie). Alla fine dell’affitto scrivere una recensione sull’ospite. Il pagamento parte 24 ore l’arrivo dell’ospite, con carta di credito, PayPal o bonifico. La commissione di Airbnb è pari al 3%.

E chi affitta non può discriminare. È la nuova policy prevista nel contratto di Airbnb, sottoscritto da chi decide di affittare il proprio appartamento nella piattaforma online. L’impegno prevede di non discriminare di accettare o meno gl utenti a prescindere dalla razza, la religione, origine nazionale, etnia, disabilità, sesso, identità di genere, l’orientamento sessuale o l’età, “con rispetto e senza pregiudizi”. Airbnb non è presente in alcuni Paesi, come la Corea del Nord, l’Iran e il Sudan.

E a proposito di commercio elettronico, in Cina i single si sono messi a spendere tutti insieme online. Per Alibaba è stata festa, con record di 13,4 miliardi di dollari di incassi nelle prime 15 ore, a quanto ha reso noto la stessa piattaforma di ecommerce, la più grande della Cina. Alibaba vede premiata la Festa dei single, giornata di shopping dedicata a chi non ha partner da cui ricevere regali. L’idea era venuta negli anni Novanta a un gruppo di studenti di college ed è stata lanciata in modo commerciale sette anni fa registrando un crescendo. In Cina oltre 710 milioni di persone usano Internet e di queste circa 410 milioni fanno spese online, per ogni genere di merce.

Gli analisti prevedono che i single cinesi a fine giornata spazzeranno ogni record americano: 22 miliardi di dollari, più del record 2015 di 14,4 miliardi di dollari, complici gli sconti fatti da molte aziende. Nei momenti di punta, i single cinesi hanno speso in sette minuti 1,5 miliardi. I marchi preferiti sono Apple, Nike, New Balance, Adidas e Ugg. Stranieri i testimonial per David e Victoria Beckham, la leggenda del basket Kobe Bryant, l’attrice Scarlett Johansson, tutti presenti a un gala prima dell’avvio delle vendite mostrato online. L’ecommerce in Cina nei primi nove mesi ha registrato +26,1% mentre la crescita economica, nello stesso periodo è stata +6,7% livello più basso dalla crisi del 2008.

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