CyberBullying

Una stretta sul web e il coinvolgimento delle scuole nel contrasto di quelle molestie online che in troppi casi hanno portato chi ne è stato vittima a togliersi la vita. Sono i cardini della legge sul cyberbullismo è ufficialmente in vigore. D’ora in poi le vittime di almeno 14 anni di età, o il genitore, potranno chiedere al gestore del sito o del social di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in Rete. «È un provvedimento importante con cui mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e ragazzi» ha commentato su Twitter Valeria Fedeli, titolare del ministero dell’Istruzione che è già al lavoro per attuare le misure.

Il tutto mentre la stessa responsabile dell’Istruzione in Italia invita a non sottovalutare un altro dei casi di questi tempi: «Blue Whale o meno, rispondiamo al disagio» con tanto di invocazione di una grande alleanza educativa. La strettissima attualità passa invece dal cyberbullismo: il testo introduce per la prima volta nell’ordinamento la definizione legislativa di bullismo telematico, inteso come ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori.

Ma è cyberbullismo, stando a quanto esplicitamente messo su bianco dal Ministero di Viale Trastevere, anche la diffusione di contenuti online per isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo. I ragazzi sopra i 14 anni, anche senza che i genitori lo sappiano, potranno chiedere direttamente al gestore del sito l’oscuramento o la rimozione dell’aggressione online. Nel caso in cui il gestore ignori l’allarme, la vittima, stavolta con il genitore informato, potrà rivolgersi al Garante per la privacy che entro 48 ore dovrà intervenire.

Un compito speciale avrà la scuola: in ogni istituto tra i professori sarà individuato un referente per le iniziative contro il cyberbullismo e il preside dovrà informare le famiglie dei minori coinvolti. In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia, il soggetto potrà essere ammonito dal questore. La legge è stata dedicata a una ragazza di Novara suicidatasi a 14 anni nel gennaio 2013, considerata la prima vittima della violenza online. Secondo una indagine di Save The Children, un ragazzo su dieci, tra quelli intervistati, ha ammesso di aver subito atti di bullismo, mentre il 21% ha affermato di conoscere qualcuno che ne è stato vittima.

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