Sgravi fiscali e strategie



I passi fondamentali per la raccolta dei fondi con il crowdfunding? Sono quattro. Innanzitutto prendere contatti con il gestore dei portali di crowdfunding. Quindi realizzare le attività preparatorie come lo sviluppo di un breve filmato di presentazione l’impostazione di una campagna di marketing, la predisposizione di un business plan. Poi la definizione dell‘attività di sperimentazione, come i prototipi di prodotti e servizi. Infine la valutazione della possibilità di attingere ad altre risorse, come i contributi a fondo perduto e l’apporto di investitori terzi.

Si tratta dell’equity crowdfunding, lo strumento di finanza alternativa con cui le start up e le pmi innovative possono trovare online nuovi investitori, che ottengono in cambio dei fondi – anche di piccola entità – messi nel progetto, l’ingresso nel capitale sociale dell’azienda, di cui condividono rischi e potenziali profitti. Un mercato ancora di nicchia (in poco più di due anni in Italia ha visto una raccolta di 5,7 milioni di euro e finanziato 21 progetti imprenditoriali) ma in espansione, su cui fa luce una guida realizzata dalla Consob e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili “L’equità crowdfunding analisi sintetica della normativa e aspetti normativi”.

La guida di Consob e Cndcec, primo frutto di un gruppo di lavoro di Autorità e dottori commercialisti sulla finanza innovativa, contiene tutto quello che deve sapere, da un lato, chi vuole usare l’equity crowdfunding per raccogliere capitali dal basso per la propria start up e dall’altro lato gli investitori: dai riferimenti normativi alle caratteristiche dei business plan e delle schede informative che sostituiscono i classici prospetti per le offerte al pubblico, fino alle tutele per chi aderisce alle offerte e le agevolazioni fiscali previste. È possibile, per esempio, detrarre ai fini Irpef il 19% delle somme investite fino a un massimo di 500mila euro e la quota sale al 25% se l’impresa ha vocazione sociale o finalità ecologiche.

Le aziende potenzialmente interessate sono 6.315 tra start up e pmi innovative e a queste si aggiungono fondi e società di investimento specializzati nel settore. Finora sono 52 le campagne attivate sul web, e quelle già concluse poco più di una su due ha avuto successo. Quelle andate a buon fine hanno visto una media di quasi 35 finanziatori che hanno investito circa 10mila euro a testa. L’obiettivo medio della raccolta è stato leggermente superiore a 307mila euro. L’Italia è stato il primo paese europeo a dotarsi di una legge per l’equity crowdfunding, spiega il manuale, con il decreto crescita bis del 2012 che ha attribuito alla Consob il compito di disciplinare questo mercato e vigilarvi. La Consob ha quindi messo a punto un regolamento dell’equity crowdfunding nel 2013, poi aggiornato nel febbraio di quest’anno, che prevede tutele specifiche per i risparmiatori.

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