Meno di un mese al versamento della prima rata dell'imposta



Il conto alla rovescia per il pagamento della prima rata del canone Rai 2016 in bolletta è ufficialmente iniziato. Nel mese di luglio i contribuenti italiani saranno infatti chiamati a versare la prima rata dell’imposta, a meno che non sia stata presentata la dichiarazione di esenzione. Tuttavia il decreto attuativo del governo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solamente sabato scorso ovvero venti giorni dopo il termine previsto per le richieste di esenzione, ma ha anche azzerato tutte le certificazioni presentate prima del 24 marzo, su cui invece era arrivato il via libera dell’Agenzia delle entrate. L’importo complessivo è di 100 euro da versare in 10 rate, ma solo per quest’anno con rata unica di 70 euro e poi 30 euro rateizzati.

Il fisco farà scattare la presunzione di possesso del televisore (e non di smartphone, tablet e PC) in base all’attivazione di un’utenza elettrica residenziale, sottoscritta in Italia da 23,5 milioni di persone. Numerosi dunque i potenziali errori, a partire dal doppio canone. Come scrive il garante della privacy nel suo parere al decreto ministeriale del 27 aprile scorso, «suscita perplessità la scelta di individuare i soggetti obbligati al pagamento del canone, automaticamente e in via presuntiva, attraverso i dati relativi alla tipologia di tariffa applicata per l’erogazione dell’energia (…) senza effettuare preventive verifiche con i dati di residenzapresenti in anagrafe tributaria».

Per i rimborsi bisognerà aspettare un provvedimento dell’Agenzia delle entrate che dovrebbe arrivare entro due mesi. A meno di un mese dalle prime bollette elettriche con il canone Rai 2016 incluso, l’Agenzia delle Entrate sta comunicando all’Acquirente unico, garante della fornitura di energia ai consumatori, i dati su quanti non devono pagare: in 817mila hanno presentato entro il 16 maggio la dichiarazione sostitutiva per l’esenzione, afferma il direttore generale Rossella Orlandi in un’audizione alla Camera, e rivendica i «salti mortali» fatti per trasmettere in tempo le informazioni. «Ho la sensazione che siamo ritornati nella normalità» dopo anni di evasione diffusa,commenta il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, perché questi dati «si avvicinano a quelli Istat sulle famiglie che non hanno la televisione».

Di avviso opposto sul canone Rai è il segretario dell’Unione consumatori, Massimiliano Dona, secondo cui «come minimo 127mila famiglie pagheranno almeno il 50% del canone, non avendo dichiarato in tempo di non avere la TV». Le famiglie senza televisore, infatti, sarebbero 944 mila e, tra le dichiarazioni sostitutive, ci sono anche quelle di chi è esente perché paga un altro membro della famiglia.

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