Adesso è arrivato il via libera dei magistrati amministrativi al canone Rai 2016 in bolletta, anche se restano evidenti i contrasti con il Ministero dello Sviluppo Economico. A questo punto si resta in attesa il decreto con le indicazioni pratiche per il pagamento dell’imposta, la cui prima rata sarà addebitata nel mese di luglio. I giudici suggerivano l’inserimento della definizione di apparecchio televisivo negli articoli del decreto e non solo in una nota esplicativa. Questione evidentemente perché la definizione consente a smartphone e tablet di non pagare. Il suggerimento è stato tuttavia respinto perché, a detta del Ministero dello Sviluppo Economico, le innovazioni tecnologiche sono continue e la normativa può rapidamente cambiare. Come dire, quest’anno PC e dispositivi mobile non pagano il canone Rai, nel 2017 si vedrà.

Più precisamente, il Mise si rifiuta di mettere nero su bianco nel decreto la definizione di apparecchio televisivo perché «potrebbe ingessare eccessivamente tale definizione» con la conseguenza di farla diventare antiquata alla luce della «continua evoluzione delle tecniche di trasmissione e ricezione del segnale televisivo».

Il tutto mentre non mancano le precisazioni e gli esempi di compilazione forniti dall’Agenzia delle entrate in riferimento alla dichiarazione per l’esenzione. Nel caso di famiglia composta da due coniugi che vive nelle stessa casa e la cui utenza elettrica è intestata al marito mentre l’abbonamento televisivo alla moglie, non è possibile presentare la dichiarazione di esenzione dal canone Rai. Stando alla nuova normativa, se marito e moglie risiedono nella stessa abitazione, l’imposta è dovuto una sola volta ed è addebitato solo sulla fattura per la fornitura di energia elettrica intestata al marito. Lo sportello Sat procede alla voltura del canone televisivo nei confronti del marito. Sia la moglie sia il marito non devono quindi presentare alcuna dichiarazione sostitutiva.

Diverso è il caso di una famiglia composta da due coniugi con due abitazioni, in una delle quali i coniugi hanno la residenza anagrafica ma con utenze elettriche rispettivamente intestate a marito e moglie e con apparecchi televisivi presenti sia nella prima che nella seconda abitazione. In questa situazione è possibile presentare la dichiarazione sostitutiva da parte della moglie per evitare l’addebito del canone sull’utenza elettrica a lei intestata, compilando la sezione Dichiarazione contenuta nel Quadro B del modello scaricabile sul sito dell’Agenzia delle entrate e indicando il codice fiscale del marito quale intestatario dell’utenza su cui è dovuto il canone. Tuttavia, fanno notare le stesse Entrate, resta da valutare la situazione della seconda casa, per la quale c’è un’utenza elettrica di tipo residenziale ma dove non è residente alcun componente della famiglia.

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