Ancora una settimana a disposizione per inviare l’autocertificazione per non pagare il canone Rai 2016 o per non vederselo addebitato due volte tra prima e seconda casa e intestatari diversi. Ma la questione è più complicata di quel che sembra. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito che deve pagare l’imposta anche chi possiede un televisore al quale sia stato tolto il sistema di sintonizzazione, quindi che non può ricevere il segnale. Mentre in una famiglia a pagare è solo l’intestatario della bolletta elettrica, in una coppia di conviventi sono entrambi i membri a dover pagare perché considerati come due nuclei familiari distinti. Stessa cosa per un badante che assiste un anziano alloggiando a casa sua: pagano entrambi. Chi intende spedire i moduli per non pagare tramite posta, dovrà farlo con una raccomandata senza busta. Per le Poste risulta invio non normalizzato e il costo di una normale raccomandata diventa più alto: la somma complessiva è di 6,75 euro.

Non solo canone Rai 2016, dopo i primi anni di sperimentazione del digitale terrestre, con la possibilità per ogni emittente di avere un gran numero di canali, la Rai vara il nuovo piano industriale. Sarà eliminato uno dei due canali di sport, e ci saranno anche meno edizioni dei telegiornali. L’altro punto fondamentale è relativo alle piattaforme sulle quali oggi un utente può guardare la televisione, con due applicazioni per smartphone dedicate rispettivamente ai programmi e all’informazione. Una prima critica è stata mossa via Twitter da Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza sulla Rai: “Più direttori con mega stipendi, meno informazione. Rispetta il contratto di servizio pubblico?“.

Tra le altre novità, a parte il canone Rai in bolletta, avendo a che fare tra l’altro con un segno meno per circa 30 milioni di euro nel 2015, ci saranno dei tagli alle edizioni di Tg1, Tg2 e Tg3. Attualmente sono 27, di cui 15 principali e 12 più brevi. Senza contare che quasi il 70% delle ore di programmazione sono coperte da almeno un notiziario o da una rubrica d’informazione. Su quanti telegiornali tagliare e in quali orari, le decisioni saranno prese dal direttore editoriale Carlo Verdelli, il cui compito sarà in particolare quello di valorizzare il ruolo di RaiNews 24, canale di notizie che soffre la concorrenza dei rivali in particolare da quando il tg satellitare è stato spostato anche sui canali in chiaro.

La garanzia è comunque che il taglio dei notiziari non comporterà rischi per il posto di lavoro dei 1.618 giornalisti della televisione pubblica. Si punterà in sostanza a diversificare il ruolo dei cronisti che non dovranno più fare tutti le stesse cose. Infine, si cercherà di ridurre al minimo quei programmi cosiddetti di infotainment, che mescolano informazione e intrattenimento. Per quanto riguarda i canali, dopo le Olimpiadi di Rio in agosto, RaiSport avrà una sola rete. Anche Rai Scuola rischia il taglio, sotto forma di spostamento su Internet, ma qui entrano in gioco accordi con il Ministero dell’Istruzione e l’operazione dovrà essere studiata.

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1 commento

  1. finalmente ! Ci voleva il governo Renzi per una decisione matura da anni ma che nessuno adottava in concreto. Pagare meno, pagare tutti ! Grande Matteo, avanti ….iliano

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