L’Agenzia delle entrate ha pubblicato sul suo sito una serie di esempi per la compilazione della dichiarazione sostitutiva di esenzione relativa al canone Rai 2016, da inviare entro il 30 aprile, per chi non è tenuto a pagare l’imposta. Tra gli esempi, due coniugi entrambi con residenza anagrafica nell’abitazione A, ma con due utenze residenziali (tariffa domestica) intestate rispettivamente per l’appartamento A e l’appartamento B. La famiglia deve aver barato, essendo impossibile avere un’utenza residenziale senza residenza. L’operazione canone in bolletta può trasformarsi nel grimaldello per scovare le false utenze residenziali, chiedendo gli arretrati non pagati?

Il canone Rai 2016 è di 100 euro in dieci rate da gennaio a ottobre, che saranno raggruppate a seconda della cadenza, bimestrale o trimestrale, delle bollette inviate dalle aziende che forniscono il servizio. Per il 2016 è prevista una maxi rata a luglio. L’imposta è dovuta una sola volta in relazione a tutte le residenze e dimore della famiglia anagrafica: cioè un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità adozione o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora occasionale nello stesso comune. Rientrano quindi anche le coppie di fatto, se c’è l’elenco istituito dal Comune.

Le bollette sono inviate ai clienti anche se non emergano somme dovute a titolo di consumi elettrici. In caso di attivazione di una nuova utenza dopo l’emissione delle fatture con scadenza nel mese di ottobre, il canone Rai 2016 dovuto viene tutto addebitato nella prima rata dell’anno successivo dall’impresa elettrica che ha stipulato il contratto. In ogni caso, si resta in attesa della revisione della bozza di decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, già oggetto di rilievi della magistratura amministrativa in merito alla definizione di apparecchi televisivi e alla tutela della privacy degli utenti.

Tra moglie e marito

Se la moglie ha sempre pagato l’abbonamento televisivo mentre l’utenza elettrica residenziale è intestata al marito, se entrambi appartengono alla stessa famiglia anagrafica, il canone Rai dovrà essere pagato una sola volta e non sarà necessario presentare alcuna dichiarazione sostitutiva.

Smartphone e tablet, colf e badanti

Il Ministero ha assicurato che pagherà solo chi possiede un vero apparecchio televisivo e non telefoni o tablet con possibilità di ricevere i programmi.

Colf e badanti residenti (o domiciliate) presso un’abitazione occupata da una famiglia che paga già il canone Rai non devono a loro volta pagare l’imposta.

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