Ci sono ancora dubbi sul Blue Whale: si tratta di una bufala o di una perversa verità? Intanto c’è una prima persona indagata a Milano in uno dei tanti fascicoli aperti nelle ultime settimane dopo denunce, segnalazioni e l’esplosione, anche mediatica, del fenomeno della Blue Whale, il cosiddetto gioco sul web fatto di 50 prove, tra cui atti di autolesionismo, che può spingere le vittime adolescenti fino al suicidio e che soprattutto è a rischio emulazione. Una ventenne milanese, infatti, a seguito delle indagini della polizia postale, è finita sotto inchiesta per istigazione al suicidio poiché via Instagram avrebbe convinto una ragazzina di 12 anni, che vive tra Roma e il nord Italia, a infliggersi alcuni tagli e a inviarle le foto, come primo passo di una serie di prove di coraggio su cui gli inquirenti milanesi vogliono vedere chiaro.

E capire se si tratti o meno di Blue Whale (Balena Blu) – un fenomeno su cui gli stessi inquirenti, tra l’altro, nutrono forti dubbi -, o soltanto di emulazione dopo il boom di notizie sull’argomento, o di disagio giovanile. L’indagine comunque è appena agli inizi. Nelle scorse settimane, dopo aver contattato il padre della minorenne e dopo il sequestro di un computer e del telefono all’indagata e l’acquisizione del cellulare della vittima, è stato disposto per i prossimi giorni un accertamento tecnico irripetibile sul materiale in possesso degli investigatori per appurare il tenore dei messaggi incriminati e se davvero siano stati spediti dalla ventenne sospettata di avere avuto un ruolo da curatore, ossia di chi nel gioco indurrebbe l’altra parte, più debole, a punirsi.

Reati informatici e cyberbullismo, parlano le vittime

La prima serie italiana sui crimini online racconta le storie di vittime della rete, esplorando il mondo dei cosiddetti delitti del nuovo millennio: stalking, cyberbullismo, sex-revenge, truffe. Online – Connessioni pericolose, in collaborazione con la Polizia di Stato, otto episodi per raccontare i più importanti casi di cybercrime che hanno segnato l’Italia, da Carolina Picchio a Andrea Spezzacatena. Si parte stasera alle 22 su Crime+ Investigation. Conduce la giornalista Elena Stramentinoli (Presa Diretta). Un viaggio di otto episodi, due a serata di mezzora ciascuno, alla scoperta delle diverse tipologie di crimini in rete. Ogni anno 400 milioni di persone nel mondo sono vittime di crimini informatici.

Dando la parola alle vittime, ai persecutori e alla Polizia di Stato, il programma punta riflettori su quei reati che, sfruttando nuove tecnologie informatiche legate a Internet, rischiano di trasformarsi in quotidiane minacce. Una nuova emergenza sociale che colpisce le nostre abitudini, che riguarda da vicino i più giovani e che costringe le forze dell’ordine e la magistratura ad aggiornarsi continuamente per stare al passo con le nuove armi a disposizione di hacker e criminali di ogni tipo. Il primo episodio sarà incentrato sulla tragedia di Carolina Picchio, studentessa quattordicenne piemontese. Attraverso la testimonianza del padre, Paolo, sono stati ricostruiti gli eventi che portarono Carolina a suicidarsi, nel gennaio del 2013, in seguito alla diffusione in rete di un video a sfondo sessuale. Da quell’episodio si cominciò a parlare di cyberbullismo.

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