Le prossime iniziative di politici, intellettuali e dei Radicali



Si torna a parlare di amnistia e indulto e non come solo atto di clemenza, ma come ma la premessa «per garantire il ripristino della legalità costituzionale» del nostro ordinamento giudiziario. Ad alimentare il dibattito sono i Radicali che proprio in questi giorni hanno raccolto il contributo sulla materia di magistrati e avvocati, politici e intellettuali nel nuovo numero di Quaderni Radicali. E si tratta di una uscita speciale, essendo la prima uscita del 2017 e quella che coincide con il 40esimo compleanno. A ogni modo, il titolo è chiaro dell’approfondimento, “Amnistia o sistema criminogeno”, dà subito l’idea delle intenzioni e di cosa intendono fare, anche a livello politico, per rimettere al centro dell’attenzione i temi di amnistia e indulto.

A detta dei Radicali, di cui più in basso si può vedere il video di presentazione, più di tre anni fa, all’indomani del messaggio del Capo dello Stato su amnistia e indulto, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi «affossò l’ipotesi come poco seria e irresponsabile». A novembre 2016, in occasione della marcia promossa dai Radicali, oltre 20.000 detenuti aderirono a uno sciopero della fame, dando luogo a un’azione nonviolenta «per contrastare l’irresponsabilità di uno Stato che sulla giustizia è ampiamente deficitario». E ancora: «Si è venuta a delineare – scrive il direttore Geppi Rippa nell’editoriale – una situazione, con effetti anche nelle relazioni internazionali, oltre che nella rappresentanza democratica, che rende non rinviabile un intervento sulla questione giustizia divenuta una vera e propria questione civile».

La stretta attualità in Italia non passa però dai temi di amnistia e indulto. Dopo quello negli stadi, arriva il Daspo urbano: i vandali che deturpano zone di pregio delle città non potranno più frequentarle per un periodo di dodici mesi. È una delle misure contenute nel decreto sulla sicurezza urbana, presentato dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, e approvato dal Consiglio dei ministri. Il testo concede ai sindaci il potere di ordinanza – «ma non ci saranno sindaci-sceriffo», ha puntualizzato Minniti – ed è stato condiviso con l’Anci, l’associazione nazionale dei sindaci. La linea guida del provvedimento, ha spiegato il ministro, «è un patto strategico tra Stato e poteri locali».

Il decreto crea un nuovo organismo, il Comitato metropolitano, copresieduto dal prefetto e dal sindaco della Città metropolitana, che svolge attività sulla sicurezza urbana nel territorio di riferimento. Si prevede poi che enti pubblici e soggetti privati possano concorrere, anche finanziariamente, all’attuazione delle politiche integrate di sicurezza urbana. Vengono poi introdotte sanzioni amministrative da 300 a 900 euro con l’allontanamento fino a 48 ore per chi minaccia il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture (come ferrovie, aeroporti), luoghi di pregio artistico, storico o interessati da flussi turistici, anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione, esercitando il commercio abusivo o praticando l’accattonaggio molesto. E per chi si è ripetutamente reso protagonista di lesioni al decoro urbano scatta il Daspo urbano, l’allontanamento fino a dodici mesi. Stessa misura, ma per un periodo da uno a cinque anni, per chi spaccia droga nelle discoteche e in locali di intrattenimento.

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