A osservare con attenzione fatti e parole sulle questioni di amnistia e indulto viene fuori come ci sia un protagonista. O almeno uno di quelli che non molla la presa e tutte le volte che ne ha l’occasione lancia appelli pubblici sulle condizioni delle carceri in Italia e la necessità di mettere mano. E lo fa anche via web con tweet mirati. Ci riferiamo a Papa Francesco che solo pochi giorni fa è tornato a chiedere un miglioramento di vita negli istituti penitenziari. E ha detto: «Rinnovo l’appello perché le carceri siano luoghi di rieducazione e di reinserimento sociale, e le condizioni di vita dei detenuti siano degne di persone umane». Poi, dopo alcuni secondi di silenzio, ha invitato a pregare una Ave Maria per i detenuti di tutto il mondo.

Anche senza fare riferimento ai temi di amnistia e indulto (è comunque verosimile che possa rilanciarli in un prossimo intervento pubblico), papa Bergoglio ha continuato le sue catechesi sulla speranza cristiana, mettendola in rapporto con il dolore, in particolare quello delle madri che hanno perso i figli. Di fronte al dolore, ha consigliato ai fedeli papa Francesco, se non siamo capaci di dire parole dal cuore e non dalla testa, «meglio il silenzio, la carezza, il gesto, niente parole». E ha parlato della figura di Rachele, madre di Giacobbe e Beniamino e morta nel dare alla luce Beniamino, che il profeta Geremia descrive ancora viva, mentre piange per il suo popolo in esilio.

Dio, ha spiegato il Papa, ascolta il pianto di Rachele e le sue lacrime che hanno generato speranza. A ogni modo, papa Francesco è tornato ancora sui temi della pace in un mondo assediato quotidianamente da episodi di violenza a partire dal terrorismo che insanguina e sconvolge il mondo in questi giorni. E ha affermato: «Essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di non violenza». Invocazione contenuta in un nuovo tweet, che riprende ancora temi del suo Messaggio per la Giornata mondiale per la pace.

Per quanto riguarda i fatti italiani, il ministro della Giustizia è intervenuto al question time, trasmesso in diretta streaming dalla web TV della Camera deputati, rispondendo a tre interrogazioni sull’ipotesi di trasferire i detenuti islamici di bassa pericolosità presso le colonie agricole penali in Sardegna; sulle iniziative volte alla prevenzione e alla lotta al radicalismo islamico negli istituti detentivi; sulle iniziative volte all’abrogazione del reato di immigrazione clandestina e misure per accelerare il riconoscimento del diritto d’asilo per i meritevoli e il rimpatrio per i non aventi diritto. Nessun riferimento ad amnistia e indulto.

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