L’Italia, che sta facendo «sforzi reali» per migliorare la sua posizione già tra gli ultimi in Europa sul digitale, non può permettersi di «ritardare di due anni», al 2022, lo switch al 5G delle frequenze ora utilizzate dalla tv digitale terrestre. Anche perché possono derivarne benefici «fino a 4-4,5 miliardi di euro», che potrebbero essere utilizzati per coprire spese e investimenti, oltre a permettere lo sviluppo di start up innovative che creano valore aggiunto. È il messaggio che il vicepresidente della Commissione europea al mercato unico digitale Andrus Ansip lancia alla vigilia della sua missione a Roma, domani, dove incontrerà il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e il sottosegretario con delega alle tlc Antonello Giacomelli.

Quest’ultimo ha già voluto puntualizzare, ricordando la decisione dell’ultimo Consiglio Ue che consente deroghe sino al 2022: «L’Italia è in linea con l’Europa, non capisco quali posizioni intenda rappresentare Ansip». Per il vicepresidente, però, «il Consiglio ha annacquato l’ambizione di alcuni elementi della proposta della Commissione, soprattutto la data limite comune» del 2020 per lo switch, per questo «ho fiducia che il Parlamento europeo possa far avanzare un punto di vista che rafforzi un approccio coordinato a favore del decollo del 5G». Per Ansip non si tratta di una querelle di date ma di opportunità che l’Italia rischia di perdere.

Capitolo Adsl e connessioni domestiche, ogni operatore offre un servizio per controllare la copertura territoriale della propria offerta e sapere, città per città, la situazione aggiornata anche in relazione alla fibra ottica. Con Tim il sito di riferimento è www.tim.it/verifica-copertura; con Fastweb è www.fastweb.it/AVT/?gaep=adsl; con Vodafone http://gea.dsl.vodafone.it/all; con Tiscali http://assistenza.tiscali.it/commerciale/verifica_copertura. S

E per dimostrare che fuori dai confini italiani fanno sul serio e anche i Paesi emergenti o tecnologicamente arretrati stanno cercando di colmare le distanze, Telenor ha appena lanciato servizi 4G a Nay Pyi Taw. Due mesi fa, Oooredoo ha offerto la stessa tecnologia a Yangon e Mandalay, oltre che nella capitale del Myanmar. Nel Sud-Est asiatico e nell’Oceania, nel 2015, solo il 5% dei telefonini aveva servizi 4G, ma l’Ericsson Mobility Report 2016 prevede una crescita del 40% entro il 2021. Telenor ha intenzione di partecipare alle aste per l’aggiudicazione delle frequenze necessarie ad ampliare i propri servizi. Le gare sono state annunciate lo scorso anno dal Governo.

«Pensiamo di dover espandere in fretta la nostra offerta in tutto il Myanmar, perché la domanda di traffico dati sta crescendo in misura davvero esplosiva», ha fatto sapere la società, che conta 16 milioni di clienti nel Paese. Da parte sua, Ooredoo ha steso 7.700 chilometri di fibra.

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