Enel Open Fiber spinge sulla fusione con Metroweb. Telecom apre alla concorrenza



Entra nel vivo la sfida della banda larga tra Telecom ed Enel con immediate conseguenze sulla qualità della connessione al web sia a favore degli utenti che si collegano con Adsl e fibra ottica e sia di chi non ne è ancora raggiunta e ad arbitrarla sarà l’Antitrust. La soluzione non è evidentemente solo tecnica ed economica, ma anche politica. E se Metroweb spinge perché la fusione con Enel Open Fiber avvenga a breve per avviare il piano di investimenti, Telecom, invoca un sistema di regole uguale per tutti. «L’Antitrust continuerà a vigilare per assicurare che questo nuovo dinamismo sia basato su una concorrenza che produca innovazione e che nessun attore, neppure i nuovi, ricerchi vantaggi sfruttando qualche forma di sussidio incrociato», ha detto Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Antitrust nella relazione annuale al Parlamento.

Il player che nascerà dall’integrazione con Metroweb «sarà operativo auspicabilmente entro l’estate: la volontà di tutti è quella di accelerare il più possibile» sui fronti Adsl, fibra ottica e banda larga, afferma Alberto Trondoli, amministratore delegato di Metroweb. «Stiamo lavorando al piano, che sarà a 5 anni e riguarderà le prime 250 città italiane». Enel Open Fiber ha annunciato 2,5 miliardi di euro di investimenti e Telecom ne ha avviati 3,6. Pitruzzella riconosce a Telecom l’apertura a concorrenza e innovazione. Dopo la sanzione di 104 milioni di euro per «abuso escludente» Telecom ha «avviato nell’ultimo anno un processo di riorganizzazione interna di grande portata» riconosce Pitruzzella.

«Trovo che il cambiamento che ci attribuiscono corrisponda a una forte direzione data da questo consiglio di amministrazione verso una collaborazione pubblico-privato che è il miglior modo per realizzare infrastrutture», gli fa eco Giuseppe Recchi, presidente di Telecom. «Registro con favore la parte di costruire un sistema di regole uguale per tutti e che nessuno possa avere vantaggi da sussidi incrociati». Recchi ha dichiarato che l’Antitrust «punta a livellare il campo di gioco per evitare benefici incrociati, è chiaro il riferimento a Enel» e che l’importante è che ci sia «simmetria, senza benefici incrociati da sistemi regolatori differenti» nella partita Adsl, fibra ottica e banda larga.

Ad aprile, Guido Bertoni, presidente dell’Autorità per l’Energia, aveva affermato che Enel «non prende soldi dalle bollette per posare la fibra. Zero». Pitruzzella ha osservato che «sta tramontando la possibilità di costruire una rendita di posizione sulla proprietà della rete in rame, con la conseguenza che si è aperta la strada a una concorrenza sull’innovazione».

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