Le prime città coinvolte sono Bari, Cagliari, Catania, Perugia e Venezia, quindi Firenze, Genova, Napoli, Padova e Palermo



Si comincia da Bari, Cagliari, Catania, Perugia e Venezia, si prosegue con Firenze, Genova, Napoli, Padova e Palermo, per poi arrivare complessivamente a 224 città italiane coperte dalla fibra ottica. Il piano banda larga dell’Enel in collaborazione con Vodafone e Wind ha la benedizione del governo. Di fatto, il colosso elettrico va in diretta competizione con Telecom Italia sulla rete a banda ultralarga. La strategia messa a punto da Enel Open Fiber, la società creata ad hoc e affidata a Tommaso Pompei, per la posa della fibra ottica, sfruttando l’attuale rete di distribuzione elettrica dell’Enel e, in prospettiva, la sostituzione dei contatori, prevede un investimento di 2,5 miliardi di euro per raggiungere 7,5 milioni di abitazioni in 224 città.

Si tratta delle zone A e B, vale a dire quelle in cui gli operatori possono farsi concorrenza perché il mercato è remunerativo. A marzo scorso i due operatori telefonici ed Enel Open Fiber avevano firmato una lettera d’intenti, che è ora diventata un’intesa di massima, per la definizione di una partnership strategica e commerciale per lo sviluppo della rete. Un piano che potrebbe rivelarsi una minaccia per i dipendenti della società telefonica Telecom, se fosse vero, come affermano fonti sindacali, che i posti a rischio sono quindicimila.

In ogni caso, come spiegato dal premier nel giorno dell’illustrazione dei progetti in cantiere, da qui al 2020, di coprire tutto, il 100%, a 30 Mbps. E almeno la metà a 50 Mbps. C’è un progetto strategico, e c’è un fondo dello Stato da 4,9 miliardi di risorse previste dalle delibere Cipe. L’annuncio segue quello di Fastweb sul potenziamento della rete in fibra fino a 200 megabit al secondo. In questo caso, il progetto prevede l’estensione della stessa rete al 50% della popolazione ovvero 13 milioni di famiglie e imprese, in oltre 500 città italiane entro il 2020.

Si comincia dalla provincia ovvero da Arezzo, Caserta, Massa, Pistoia, Riccione, Rimini, Trento e Viterbo, perché, come argomentato dall’amministratore delegato Alberto Calcagno, si tratta di un passaggio obbligato “per abbattere il divario digitale tra la provincia e le grandi città“. A ruota sarà il turno di 30 città entro la fine di quest’anno, di altre 60 al 2017 e tutte le 100 città già coperte entro il primo trimestre 2018. Il piano di estensione della rete prevede investimenti aggiuntivi per 500 milioni di euro tra il 2017 e il 2020. Dal punto di vista numerico, Fastweb esibisce 650.000 clienti che la piazzano davanti a Tim e a Vodafone.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 5 Media: 3.4]

NESSUN COMMENTO

Rispondi