Quella di oggi è la giornata del via libera da parte della Commissione europea al piano dell’Italia per portare la banda larga nelle aree a fallimento di mercato ovvero quelle in cui i privati non intendono investire in proprio. Le prime regioni interessate sono Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. Il piano, su cui c’è stata un’intensa collaborazione tra Roma e la Commissione, era stato notificato a fine maggio. Ma qual è il punto di partenza? Sebbene in crescita, l’Italia scende di tre posizioni a livello mondiale (54esima posizione) e di sei posizioni a livello Emea (28esima) quanto a velocità media di connessione Internet.

È quanto emerge dal Rapporto sullo Stato di Internet relativo al primo trimestre 2016 pubblicato da Akamai. La velocità media di connessione si attesta a 8,2 megabit per secondo (Mbps), con un aumento di 9,8% rispetto al trimestre precedente e del 33% su base annua. La media delle velocità di picco raggiunta nel trimestre è risultata pari al 36,5 Mbps, aumentando del 14% rispetto al trimestre precedente e del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’Italia su questo versante passa dalla penultima alla quartultima posizione a livello Emea salendo alla 75sima posizione a livello mondiale.

A ogni modo, il nuovo piano sulla banda larga interessa 6,5 milioni di italiani, oltre 3,5 milioni di unità immobiliari e tremila comuni. In queste zone interverrà quindi lo Stato attraverso la società Infratel Italia, che gestirà la gara. Ad Abruzzo e Molise saranno riservati fino a circa 123 milioni di euro, all’Emilia Romagna 232 milioni di euro, alla Lombardia 439 milioni di euro, alla Toscana 222 milioni di euro e al Veneto 388 milioni di euro. In totale, circa 1,4 miliardi di euro, poco meno della metà dei 3 miliardi di euro totali messi a disposizione. I fondi restanti per la fibra ottica verranno destinati alle altre regioni quando li richiederanno.

Dal punto di vista tecnico il bando prevede la progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione di una rete passiva e attiva di accesso in modalità wholesale, che consenta agli operatori di tlc di fornire servizi agli utenti finali a 100 Mega e comunque non al di sotto dei 30 Mega. La rete sarà data in concessione per 20 anni e rimarrà di proprietà pubblica. La procedura di gara si svolgerà in due fasi: la prima sarà quella della prequalifica dei concorrenti, nel corso della quale gli operatori economici interessati devono fornire informazioni in riferimento ai requisiti minimi di partecipazione e sulle infrastrutture che intendono utilizzare presentando la domanda entro il 18 luglio.

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