Miglioramento di una posizione a livello mondiale, ma il ritardo c'è



Con la velocità media di connessione a 7,4 Mbps l’Italia ha registrato a fine 2015 un aumento del 33% su base annua e del 14% trimestre su trimestre. A fine 2015 l’Italia è salita di una posizione a livello mondiale, diventando 51esima, e di una posizione a livello Emea, salendo al 22esimo posto. I dati sull’Adsl 2016 sono stati elaborati da Akamai, società di settore che vede ogni giorno sui suoi server fino al 30% del traffico web. In questo contesto arriva una sfida a Telecom sulla rete del futuro: anche Enel ha presentato la sua offerta per Metroweb, la società che opera nel campo della banda larga in alcune delle principali città italiane.

Il piano di Enel prevede di portare la fibra ottica in 7,5 milioni di case di 224 città con un investimento totale di circa 2,5 miliardi di euro. Metroweb verrà acquistata solo “se il prezzo sarà giusto” ha ribadito nei giorni scorsi invece l’amministratore delegato di Telecom Flavio Cattaneo, nessuna decisione di “pancia“, e attenzione prima di tutto alla “profittabilità“. Una linea che aveva già seguito prima di lui il predecessore Marco Patuano in un lungo corteggiamento di cui si era iniziato a vociferare già nel 2011. È poi nel 2014 che si è cominciato a scrivere dell’ipotesi allo studio dell’acquisto di una quota al di sotto del 50%, per evitare problemi di Antitrust.

L’offerta non ha natura vincolante, proprio come quella di Telecom, e si attesta sugli 806 milioni di euro: ci sarebbe stato un rialzo rispetto alle prime ipotesi in cui si parlava di 780 milioni, ma il valore resta comunque al di sotto di quello del gruppo di Giuseppe Recchi e Flavio Cattaneo, che avevano messo sul piatto 820 milioni di euro. Secondo indiscrezioni, l’accordo prevederebbe non solo cash ma anche uno scambio azionario. L’operazione si realizzerebbe in parte in cash e in parte con uno scambio azionario che coinvolgerebbe Open Fiber, la società del gruppo Enel guidata da Tommaso Pompei per la banda larga.

Anche nella proposta di Telecom è previsto uno scambio azionario, con Sparkle, ma sciogliere il nodo del prezzo è la conditio sine qua non per percorrere quella strada. Telecom riconosce a Metroweb un enterprise value pari a 15 volte l’Ebitda, un valore non condiviso da Cdp che valuta Sparkle solo quattro volte il margine operativo lordo. Di sicuro Telecom vuole il 100% della società ma potrebbe acquistare tutto subito così come procedere per step, prima prendere il controllo del 67% con una call sulla quota rimanente. Nonostante l’attenzione sia alta i protagonisti cercano di raffreddare. “Enel Open Fiber – ha detto l’ad Francesco Starace – è nata per fare bene e in autonomia il suo lavoro, che potrà continuare a svolgere anche senza avere Metroweb“.

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