L'esperienza di Apple Car sembra essere giunta al capolinea

Non solo iPhone 7 e iPhone 7 Plus e non solo iOS 10 e nuovo sistema operativo per Mac. Apple guarda alle auto di lusso sportive di McLaren e apre una trattativa per una possibile acquisizione o un investimento strategico. Le trattative, riporta il Financial Times, sono iniziate alcuni mesi fa. Ma cosa c’è di vero e di concreto? Innanzitutto McLaren, con il suo amministratore delegato Mike Flewitt smentisce i rumor. Tuttavia le sue parole non bastano per far accantonare il sogno di una McLaren targata Apple. In seconda battuta, è noto da tempo l’interesse della multinazionale di Cupertino sul mondo delle auto, anche nell’ottica di favorire la diffusione dei suoi terminali, iPhone e iPad inclusi.

E in questo contesto c’è un’altra indicazione da prendere in considerazione: la sperimentazione della Apple Car sembra essere giunta al capolinea. L’ambizioso progetto di Cupertino e il sogno cullato da Tim Cook di lanciare la sfida alla rivale Google sul terreno delle auto senza guidatore sembrano tramontare di fronte alle mille difficoltà incontrate nel portare avanti il programma. È il New York Times a rivelare che la casa della Mela ha già tagliato il segretissimo Project Titan, mandando a casa decine di esperti e dipendenti che vi avevano lavorato negli ultimi anni. Da Apple per il momento non è arrivata nessuna conferma del forte ridimensionamento in atto che – secondo molti – prelude a un vero e proprio addio alla progettazione e produzione di una Apple Car.

Da qui il cambio di prospettiva e la valutazione di un investimento su McLaren. Sempre il New York Times racconta come la svolta sarebbe arrivata dopo la decisione di Tim Cook di affidare la gestione del progetto a Bob Mansfield, uno dei manager della vecchia guardia che lavorò al fianco di Steve Jobs. Mansfield ha di fatto resettato il piano, insoddisfatto dei progressi fatti da Titan: troppo lenti e irti di difficoltà, nonostante l’aumento delle risorse finanziarie e umane messe a disposizione del programma. Da qui la decisione di frenare sul fronte della realizzazione di un’auto senza guidatore, per concentrarsi invece sulla messa a punto di nuove tecnologie da vendere a chi si sta cimentando con i veicoli a guida autonoma.

In campo non c’è solo Google, infatti, ma anche giganti del settore automotive come Ford, Fiat Chrysler, General Motors, Bmw, Tesla Motors. E anche Uber, che ha acquistato di recente la start up Otto specializzata in robotica e automatismi tecnologici, si prepara a entrare a far parte del gruppo. Le previsioni sono quelle di vedere le auto di nuova generazione su strada nel giro di cinque anni. L’ambizione di Apple era quella di presentare il progetto Titan entro il 2019-2020. Ma le cose non sono andate come auspicato, nonostante l’intenso lavoro TEC nella ex base della marina a Concord, in California.

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