Il passo indietro è per certi versi inaspettato, considerate le risorse economiche e umane che ha investito sull’auto che si guida senza pilota. Google ha deciso di mandare in pensione la lucciola, la piccola vettura con cui finora ha sperimentato il suo sistema di guida autonoma per quattro milioni di chilometri lungo le strade americane, sostituita da veicoli più pratici e confortevoli. Come i minivan Chrysler Pacifica di Fca con cui la Internet company ha stretto una partnership un anno fa, con cui i cittadini possono testare la guida senza pilota. L’annuncio di Waymo, la società di Google dedicata alle auto, arriva nello stesso giorno in cui Apple ammette apertamente, per la prima volta, il proprio interesse nel settore automobilistico.

La mobilità a guida autonoma vede coinvolte anche Uber con Volvo, la cinese Baidu, Tesla, una fetta di un mercato che, secondo gli analisti di McKinsey varrà 6.700 miliardi di dollari nel 2030. La diffusione non è scontata: un sondaggio Aci indica che solo il 48% degli italiani è disposto a provare queste auto, e il 25% non ci salirebbe mai.

Toyota e Ford come Apple e Google

Eppure solo pochi mesi fa Toyota e Ford hanno annunciato un consorzio con altri quattro costruttori, tra cui la francese Psa: un’iniziativa per rispondere alla mossa di Apple e Google nell’ambito delle tecnologie di connessione legate al settore auto. Il nuovo soggetto si chiama smartdevicelink consortium e intende dare ai consumatori più di una scelta per connettersi e controllare le loro app su smartphone in strada, hanno spiegato i due gruppi. Toyota e Ford hanno avviato la loro collaborazione nel 2011 nel settore telematico e dello sviluppo di tecnologie di connessione.

Bosch e l’Internet auto

Entro il 2022, il mercato globale della mobilità connessa inizierà a crescere di circa il 25% annuo con un fatturato di 250 miliardi di dollari. Le auto saranno sempre più parte attiva di questo nuovo sistema e potranno comunicare con altri mezzi di trasporto connessi, oltre che con i sistemi di domotica. Bosch non rinuncia alla sua nuova concept car che mostra le modalità con cui, nel prossimo futuro, i vari ambiti della vita quotidiana saranno interconnessi fra loro.

Audi e Nvidia

Arriverà nel 2020 la prima auto a guida autonoma realizzata da Audi in collaborazione con Nvidia. La casa di Ingolstadt che collabora con il produttore americano di chip dal 2005, che l’Audi A4 utilizza già dal 2007 un chip di Nvidia. Due anni più tardi la A8 ha raggiunto con la tecnologia americana una nuova dimensione della rappresentazione visiva.

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