Cosa cambia per gli utenti italiani

Le attenzione dopo la fusione ufficiale tra Wind e 3 Italia sono adesso concentrate sul consumatore finale: cosa cambia in termini di tariffe per cellulari? E per i costi di Internet e di Adsl? La nascita del più grande player italiano non può che provocare piccoli e grandi stravolgimenti sul tavolo di gioco anche se esperti e analisti spiegano come l’impatto per le tasche, almeno nel breve periodo, sarà limitato. Potranno essere messi in conto ritocchi già nel 2017, ma difficilmente si andrà molto al di sotto delle attuali soglie proprio per non sconvolgere le regole della concorrenza e dei delicati equilibri del mercato italiano. Il primo passo sarà quello del nuovo piano, atteso già nelle prossime settimane.

In ogni caso prende forma sul mercato la nuova Wind-3 Italia, unificata sotto la guida di Maximo Ibarra, attuale Ceo di Wind che con il suo consolidarsi apre all’ingresso in Italia di Iliad, la compagnia low cost di Xavier Niel. Telecom ha messo a segno il miglior trimestre dal 2007 ma c’è ancora spazio per crescere. «Ci aspettiamo dei miglioramenti – commenta il direttore finanziario Piergiorgio Peluso -. La progressione delle nuove offerte è favorevole e supporterà la performance». La guida per il gruppo, «che verrà ulteriormente ampliata con la presentazione del nostro nuovo piano 2017-2019 nel prossimo febbraio» viene aggiornata aumentando gli obiettivi di copertura con la fibra mentre dal punto di vista dei costi «ulteriori efficientamenti saranno annunciati a febbraio» dice Cattaneo.

Per la NGN «stiamo cambiando gli obiettivi verso l’alto dal 56% a circa il 60% per quest’anno, e dal 75% a circa l’80% per il prossimo e aumentiamo il target di copertura FTTH da 30 a 50 città: fatti non parole». Per l’LTE l’aggiornamento è dal 95% a oltre il 96% per quest’anno, e dal 96% al 98% per il prossimo. «Tutto questo sarà realizzato senza aumentare gli obiettivi di Capex, grazie ad un cambio di mix e un più basso costo totale di proprietà». «Investiamo solo in ciò che è fondamentale» precisa Cattaneo mentre Peluso ricorda che la produzione di cassa «resta la nostra priorità». Non sono stati dati dei target ma «nell’ultimo trimestre, visto le tendenze positive, lo vediamo in linea con l’anno scorso e se vogliamo considerare il circolante dovrebbe essere simile a quello dell’ultimo trimestre (era stato di 1 miliardo di euro), al netto degli accantonamenti».

Intanto Telecom è in anticipo sulla tabella di marcia disegnata dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo e può permettersi di accelerare sulla fibra annunciando un più ambizioso obiettivo di copertura per la rete a banda ultralarga e vantarsi di fatto di coprire tutta Italia a 200 Megabit al secondo prima del previsto. Bisognerà aspettare poi febbraio per il nuovo piano ma il manager anticipa che ci saranno nuovi tagli ai costi e resta confermato l’obiettivo di ridurre il rapporto debito/Ebitda sotto 2,7 volte senza necessità di cessioni di asset.

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