Anche l’Unione europea ha detto sì alla fusione tra Wind e H3G, che porterà alla nascita in Italia di un colosso da oltre 31 milioni di clienti nella telefonia mobile e da 2,8 milioni nel fisso, di cui 2,5 milioni nella banda larga. La joint venture paritetica delle unità italiane di VimpelCom e Hutchison dovrà vedersela con Tim e Vodafone. Il sì è arrivato dopo che i due gruppi hanno accettato di favorire l’ingresso nel mercato dell’operatore francese Iliad. Le due multinazionali ha spiegato la commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, «hanno proposto misure correttive considerevoli» e la nascita del nuovo operatore, insieme con l’ingresso di Iliad fanno sì che «in Italia il settore rimanga competitivo».

Wind e H3G, la cui fusione vale 21,8 miliardi di euro, hanno accettato la cessione a Iliad di bande di frequenza e l’accesso transitorio a 2G, 3G e 4G e a nuove tecnologie fino a quando il nuovo operatore non abbia costituito la propria rete. Ma cosa cambia in concreto per i consumatori? Quale sarà l’impatto su prezzi e tariffe? La prima conseguenza, in realtà, non sarà sul versante dei costi finali. La nascita del nuovo brand porterà con sé un aumento della qualità del servizio offerto. Difficile attendere uno stravolgimento delle politiche tariffarie.

La maggior parte degli esperti si dice convinto come difficilmente i prezzi proposti possano andare molto al di sotto della soglia attuale per non compromettere i ricavi degli operatori che sono più contenuti rispetto al passato. Certo, c’è da mettere in conto l’unificazione delle proposte per la nuova clientela, ma almeno non dovrebbero essere previste condizioni peggiorative. Secondo Canning Fok, co-group managing director di Hutchison Wampoa, il colosso cinese a cui fa capo anche 3 Italia, «l’unione di 3 Italia e Wind creerà un operatore finanziariamente solido ed efficiente, capace di competere ad alto livello nel mercato».

Secondo l’economista Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia Aziendale per l’Università Bocconi, «grazie anche alla presenza degli operatori virtuali, il rischio di una riduzione della pressione competitiva sul mercato retail sembra compensato dai benefici derivanti dalla razionalizzazione delle infrastrutture di rete, oltre ai sistemi operativi e distributivi. Ciò potrà liberare capitale per l’auspicato aumento degli investimenti, necessari al passaggio allo standard LTE e al nuovo, grande mercato dell’Internet of Things».

Nel giorno della fusione, l’amministratore delegato di Telecom Italia ha voluto subito rispondere presentando le nuove offerte Tim: si va da una Smart TV Samsung che sarà possibile acquistare con il cinema e le serie TV di Premium Online inclusi per sei mesi a Tim Smart, l’offerta unica Internet mobile fisso, all’upgrade dell’Adsl alla velocità massima consentita fino a giugno 2017.

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