Triplice semaforo verde all'unione dei due operatori

Uno dopo l’altro sono arrivati i via libera della commissione europea, dell’Agcom e del Ministero dello Sviluppo Economico alla fusione tra Wind e 3 Italia. Si forma così il più grande operatore mobile italiano per numero di clienti destinato a mutare gli equilibri del mercato. Cosa può effettivamente cambiare per gli utenti? Quali sono le conseguenze in termini di prezzi e tariffe? In prima battuta, su stessa ammissioni dei protagonisti del matrimonio, porterà grandi investimenti in infrastrutture digitale in Italia, benefici a consumatori e aziende in tutta Italia e sbloccherà “un valore significativo attraverso le sinergie“.

I due carrier potranno ora contare su 700 milioni di euro di sinergie mentre i ricavi cumulati delle due società nel 2014 ammontavano a 6,4 miliardi di euro. Facciamo quindi un piccolo passo indietro: con questo accordo di collaborazione, Wind e 3 Italia si impegnano a realizzare un progetto per suddividere i rischi e sfruttare le reciproche competenze nei settori della telefonia, fissa e mobile, e del web. L’intesa produce la definizione di un nuovo soggetto caratterizzato da una sua indipendenza dal punto di vista giuridico e dove le singole aziende che ne fanno parte possono coprire un ruolo più o meno alla pari nella scelta delle operazioni a seconda degli accordi potrebbe nascere una terza società per portare avanti il progetto.

E ieri Hutchison e Vimpelcom hanno ricevuto l’approvazione finale da parte del Ministero dello Sviluppo Economico in Italia per loro joint venture fondendo le attività mobile di 3 Italia e Wind. Dal punto di vista commerciale, nel breve periodo è complicato attendersi cambiamenti rilevanti: le tariffe proposte agli utenti potrebbero essere oggetto di qualche aggiustamento, ma almeno per ora non ci saranno grandi rivoluzioni. La maggior parte degli esperti si dice convinto come i prezzi proposti non possano andare molto al di sotto della soglia attuale per non compromettere i ricavi degli operatori che sono più contenuti rispetto al passato.

Sono piuttosto da mettere in conto miglioramenti nei servizi così da aumentare il tasso di competitività del nuovo operatori unico. Le prospettive di crescita sono potenzialmente molte e tutte a vantaggio dei consumatori. Secondo Canning Fok, co-group managing director di Hutchison, il colosso cinese a cui fa capo anche 3 Italia, “l’unione di 3 Italia e Wind creerà un operatore finanziariamente solido ed efficiente, capace di competere ad alto livello nel mercato“. Per l’economista Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia Aziendale per l’Università Bocconi, “grazie anche alla presenza degli operatori virtuali, il rischio di una riduzione della pressione competitiva sul mercato retail sembra compensato dai benefici derivanti dalla razionalizzazione delle infrastrutture di rete, oltre ai sistemi operativi e distributivi. Ciò potrà liberare capitale per l’auspicato aumento degli investimenti, necessari al passaggio allo standard LTE e al nuovo, grande mercato dell’Internet of Things“.

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