Si resta ora in attesa delle istruzioni su come fare



Si va verso il rimborso dei clienti Wind, Tim e 3 Italia che hanno utilizzato lo smartphone all’estero tra il 30 aprile a oggi. È infatti entrata in vigore la soglia dei 5 centesimi al minuto per le chiamate vocali e per ogni MB di navigazione web così come è stata fissata la soglia di 2 centesimi supplementari per gli SMS. Tanto per avere un’idea, prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, le soglie erano di 6 centesimi per i messaggi di testo, di 19 centesimi al minuto per le telefonate e di 20 centesimi per ogni MB consumato. Sono quindi spariti i supplementi del roaming, che scattano quando la rete del proprio operatore non è disponibile.

Il testo prevede anche che le imprese che offrono l’accesso a Internet trattino il traffico dati in modo omogeneo. Gli operatori telefonici possono però imporre maggiorazioni in casi eccezionali, come la perdita di ricavi. Riavvolgendo il nastro degli eventi, tuttavia, si scopre come l’Agcom aveva avviato un procedimento sanzionatorio verso 3 Italia (H3G) per il mancato seguito della diffida del 20 luglio scorso. Si trattava del terzo procedimento nei confronti di un operatore telefonico in Italia, che si andava a sommare a quelli già avviati nei confronti di Tim e Wind per inottemperanza alle diffide del 31 maggio.

Con queste misure si intimava ai tre carrier l’adozione di misure adeguate ad assicurare il rispetto delle disposizioni europee in materia di tariffe del servizio di roaming al dettaglio. I procedimenti sanzionatori adottati da Agcom, rende nota la stessa autorità, “comportano per gli operatori l’obbligo di dimostrare la cessazione della condotta contestata e l’avvio delle procedure di rimborso agli utenti danneggiati“. Si resta ora in attesa di quantificazioni precise ovvero della definizione delle modalità del rimborso dei clienti.

I procedimenti avevano preso le mosse dall’attività di vigilanza dell’Autorità sulla corrispondenza delle tariffe applicate dagli operatori mobili ai consumatori italiani per i servizi fruiti all’estero. Dalle verifiche effettuate era emerso che gli operatori Tim, Wind e 3 Italia non avrebbero rispettano le prescrizioni europee. Il Regolamento, in vista della tariffa unica europea (roam like at home) in vigore dal 15 giugno 2017, individua infatti un periodo transitorio in cui l’operatore è tenuto a rispettare un tetto massimo del costo di roaming (oltre la tariffa nazionale) da applicare al consumatore quando utilizza il cellulare in altri paesi dell’Unione europea per telefonare, inviare un messaggio o collegarsi online.

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