Preoccupati gli operatori virtuali



Come si adatterà il mercato in seguito al taglio dei costi di roaming per chi chiama dall’estero? Come cambieranno le tariffe degli operatori telefonici 3 Italia, Wind, Tim e Vodafone? L’intesa è stata accolta con favore dalle associazioni di consumatori, ma sono divisi gli operatori. In particolare quelli virtuali di Mnvo, che temono non rientreranno dei costi imponendoli sui consumatori con un aumento delle tariffe. Per Bruxelles, però, il taglio del 90% dei costi attuali serve proprio per tenere conto di queste esigenze, e in ogni caso è prevista una clausola di revisione ogni due anni verrà fatto il punto. Il Codacons ha ricordato che finora i sovraccosti sono stati di 8,5 miliardi di euro per le tasche dei cittadini.

Facendo un passo indietro, con il termine roaming viene indicata la tariffa aggiuntiva applicata da un gestore telefonico (3 Italia, Wind, Tim e Vodafone) ai propri clienti quando utilizzano una rete di terzi, per esempio quando si telefona dall’estero, oppure sul territorio nazionale quando il proprio operatore non possiede una copertura totale e si appoggia a infrastrutture di altri. Il roaming originato riguarda le chiamate fatte attraverso la rete di un altro gestore, per esempio all’estero, il quale carica un costo aggiuntivo. Il roaming in entrata indica invece le chiamate ricevute su un’altra rete, in Italia o all’estero, per le quali si paga una parte della tariffa applicata dal proprietario della rete.

Nel 2007 l’Europa ha varato un regolamento sul costo del roaming, noto come eurotariffa, che obbliga i gestori di telefonia mobile della Unione europea (non solo 3 Italia, Wind, Tim e Vodafone) ad abbassare i costi di chiamata nei 28 paesi membri e nei 3 dello Spazio economico europeo. È previsto un tetto massimo per gli SMS e per le chiamate in uscita ed entrata. Parlamento, Consiglio e Commissione europea hanno raggiunto un accordo in base al quale dal 15 giugno 2017 verrà abolito il roaming internazionale tra i paesi membri della Ue e verranno applicate tariffe identiche in tutti e 28 gli Stati. Già dal 30 aprile 2016 le tariffe di roaming hanno subito un taglio.

Di fatto cade l’ultimo ostacolo verso l’azzeramento dei sovraccosti del roaming: con l’intesa raggiunta sulle tariffe all’ingrosso, ci sono ora tutti i tasselli per partire a metà giugno. Il passo finale è stato accolto dal plauso dei consumatori e degli eurodeputati tranne gli euroscettici, mentre gli operatori Tlc, spaccati tra grandi e piccoli, tra Paesi del Nord e del Sud, non sono riusciti a esprimere una posizione comune. Tranne quelli virtuali, che hanno appunto ammonito del rischio di un aumento delle tariffe. Tra le tariffe più elevate proposte dalla Commissionee dal Consiglio e quelle più stracciate chieste dall’Europarlamento, il compromesso è arrivato molto più vicino alle posizioni di quest’ultimo, con un tetto a scendere dai 7,7 euro per GB nel 2017 sino ai 2,5 nel 2022. È un taglio del 90% dei costi attuali, con un prezzo di 50 euro a gigabyte.

Il compromesso, spiegano a Bruxelles, ha cercato di tenere conto della variegata situazione degli operatori europei, con dimensioni e dinamiche molto diverse tra i Paesi del Nord, con offerte vantaggiose e il maggior numero di viaggiatori all’estero come Svezia, Finlandia o i Baltici, e quelli del Sud come Italia, Spagna o Grecia, con mercati nazionali più grandi e un alto numero di turisti.

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