Il 50% degli utenti non è disponibile a pagare di più per ottenere una connessione più veloce

Poco importa se sia uno smartphone top di gamma iPhone 7, Huawei P9, LG G5, Samsung Galaxy S7, HTC 10 o uno cellulare Android economico a meno di 200 euro o perfino uno di quei vecchi modelli magari senza il collegamento a Internet. Solo un’esigua minoranza di originali, il 6%, non ha un cellulare o uno smartphone. Infatti il 94% non può più farne a meno. Non solo circa il 30% dispone di tre dispositivi (smartphone, tablet e PC portatili) che consentono l’accesso alla rete in mobilità. Inoltre, il 60% degli individui sceglie abbonamenti bundle che comprendono, cioè, sia servizi vocali sia servizi dati.

D’altra parte stare online non interessa oltre il 70% dei matures (64-74 anni) che resiste nel mantenere la linea telefonica, fissa o mobile, senza però acquistare un accesso a Internet. È quanto emerge dal rapporto “Il consumo di servizi di comunicazione: esperienze e prospettive” elaborato dall’Agcom al fine di esaminare le abitudini degli italiani rispetto i diversi strumenti di comunicazione. Nel complesso, oltre l’80% degli italiani dichiara la propria soddisfazione per i tutti i servizi considerati, con punte del 91% per i servizi postali online. Grandi consumatori di celluari, tablet, computer, smartphome dell’ultimo modello, gli italiani sono però sedotti poco dalla velocità di trasmissione dei dati offerti da banda larga e ultralarga.

Dalla ricerca emerge che oltre il 50% degli utenti non è disponibile a pagare di più per ottenere una connessione più veloce. Il 45% degli individui non conosce la velocità della propria connessione Internet (ignoranza che però si riduce al crescere del titolo di studio) e circa il 40% non è a conoscenza dell’esistenza di software atti a testare la velocità di collegamento. Secondo la ricerca a spiegare il gap con l’Europa nella diffusione dell’accesso a banda larga e ultra larga è dovuto da un lato dalla scarsità dell’informazione e in generale l’insufficiente livello di conoscenze tecniche e tecnologiche, dall’altro dalla maggiore anzianità della popolazione italiana.

Infatti se si considera la popolazione fino a 29 anni, ossia quella fascia di età che può essere considerata maggiormente incline all’utilizzo di tecnologie dell’informazione e ai servizi ad esse connessi, questa rappresenta solo il 29% della popolazione, 8 punti percentuali in meno rispetto alla media europea (37%). Di contro, guardando gli over 65 anni, il dato del nostro Paese (21,7%) risulta il più elevato e superiore di tre punti rispetto al valore medio europeo (18,8%).

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