Novità in arrivo dall'accoppata iPhone e iOS 10



Saranno i futuri acquirenti dell’iPhone 7, prossima generazione dello smartphone di Apple destinato a finire a scaffale tra settembre e ottobre, a conoscere per primi la funzionalità di lettura dei testi delle canzoni in contemporanea all’ascolto in streaming. Il servizio fa parte del pacchetto di novità relative a Apple Music, introdotto con il nuovo sistema operativo iOS 10. La release finale del software sarà parte integrante del’iPhone 7 e di conseguenza sarà rilasciata in contemporanea con la messa a scaffale dello smartphone.

Proprio sul versante della musica in streaming, la multinazionale di Cupertino sta giocando le sue carte da tempo, investendo tempo e risorse economiche per innalzare il livello di innovazione. Ecco allora, iPhone 7 a parte, che Apple Music ha subito un deciso restyling che passa da un nuovo design e una differente struttura che agevola l’esperienza d’uso. Le tab Library, For You, Browse e Radio sono state interamente riprogettate per un’organizzazione ottimizzata ed è stata aggiunta la tab Search per trovare ancora più facilmente la musica cercata.

L’industria della musica contro YouTube, il “nemico” che paga troppo poco in royalty: nonostante il miliardo di clienti, YouTube produce per le star meno reddito che l’industria di nicchia dei dischi in vinile. Da Katy Perry e Billy Joel, cresce l’esercito dei cantanti che chiede una revisione delle legge attuale, quella che consente a YouTube di operare nelle attuali modalità. Una battaglia contro il sito che fa capo a Google che mostra la necessità dell’industria musicale di mettere le mani su ogni dollaro di guadagno in un mondo in cui gli ascoltatori preferiscono sempre di più la musica in streaming. YouTube era considerato finora vitale per promuovere canzoni e andare alla caccia di nuovi talenti.

L’attacco a YouTube arriva in coincidenza del rinnovo del contratto di licenza fra le maggiori case discografiche e il sito. Da qui la richiesta al governo delle star per rivedere il Digital Millennium Copyright Act, la legge del 1998 che consente a siti quali YouTube di avere il copyright del materiale pubblicato dagli utenti e rende molto difficile rimuovere i contenuti non autorizzati. La legge, considerata datata, consente – secondo l’industria musicale – una nuova forma di pirateria “legale”.

You Tube si difende: all’industria musicale ha dato 3 miliardi di dollari. «La musica è importante per noi. Gli artisti sono importanti per noi. Con la nostra piattaforma uniamo gli artisti con i loro fan» afferma Robert Kyncl, il chief business officer di Carlo Conti YouTube.

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