Per uscire dalle secche commerciali in cui si è impantanata, Apple è costretta a innalzare il tasso di innovazione nel prossimo smartphone top di gamma, iPhone 7, il cui funzionamento girerà attorno all’iOS 10. Per la prima presentazione del nuovo sistema operativo occorre attendere la WWDC 2016 di giugno ovvero il tradizionale raduno della società della mela morsicata con i suoi sviluppatori. Rispetto a quanto accadeva un anno fa in attesa del lancio sul mercato dell’iPhone 6S e del rilascio dell’aggiornamento iOS 9, l’aria che si respira dalle parti di Cupertino è certamente più frenetica, anche e soprattutto per quei numeri che certificano il calo nelle vendite di iPhone.

Le indiscrezioni degli ultimi giorni invitano comunque alla cautela: cambiamenti e novità ci saranno ma nessuna rivoluzione. Il design della prossima generazione di iPhone non dovrebbe essere molto diverso dal quello dell’attuale iPhone 6S, caratterizzato da un display da 4,7 pollici. All’orizzonte c’è anche una release più grande, l’iPhone 7 Plus, con schermo da 5,5 pollici. In ogni caso è da mettere in conto una riduzione dello spessore mentre larghezza e altezza dovrebbero restare le stesse. Qualcuno continua a suggerire il ritorno alla tecnologia touchscreen Glass on Glass sull’iPhone 7 con una versione migliorata del 3D Touch in sostituzione degli attuali display-in-Cell. La novità potrebbe essere rappresentata dal cambiamento dei materiali con la rimozione delle sottili bande che attraversano la sezione posteriore.

Il tutto mentre Apple scommette un miliardo di dollari su Didi Chuxing, la rivale di Uber in Cina. Si tratta di uno dei maggiori investimenti della storia di della multinazionale di Cupertino e segna un’inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto in passato. Non si registrano infatti molti investimenti in start up. Ma dietro il miliardo di dollari a Didi c’è anche la volontà di Apple di guadagnare credibilità agli occhi di Pechino, dopo che il governo cinese ha deciso il blocco delle vendite di libri su iBook e di film su iTunes. Con l’alleanza con Didi, alla prese con un nuovo round di raccolta fondi con il quale è valutata 25 miliardi di dollari, Cupertino entra a far della compagine azionaria insieme a Tencent e Alibaba, i due colossi Internet cinesi che spingono su Didi per favorire le loro piattaforme di pagamento mobili.

L’intesa alimenta inoltra le indiscrezioni sulla realizzazione di una possibile auto senza guidatore da parte di Apple (iCar o Apple car sono le denominazioni più ricorrenti), un segmento sul quale la concorrenza è da tempo attiva. A ogni modo, Didi effettua 11 milioni di corse al giorno e ha 300 milioni di clienti. All’accordo si è arrivati in poche settimane. Tim Cook ha incontrato il presidente di Didi, Jean Liu, il 20 aprile scorso. Un incontro che Liu ricorda così: “Abbiamo condiviso una battuta. Il nome legale della nostra società è “piccolo arancio”. Una società il cui nome richiama un frutto può fare qualcosa di grande“, riferendosi alla mela di Apple.

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