È bastato sfruttare un bug per sbloccare l’iPhone 5 di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano di Napoli che si è tolta la vita il 13 settembre scorso dopo la diffusione in Rete, a sua insaputa, di alcuni video hard. Uno di quelli solitamente utilizzati dalla comunità degli hacker per violare lo smartphone di Apple attraverso l’operazione del jailbreak iOS 10.1 e iOS 10.2, solo per citare i casi più recenti. L’operazione dei carabinieri della sesta sezione telematica del comando di Napoli si è resa necessaria proprio alla luce della protezione del melafonino con le password di accesso e l’indisponibilità di Apple a procedere con lo sblocco.

In ogni caso, jailbreak a parte l’iPhone 5 di Tiziana Cantone sarà passato al setaccio dagli inquirenti e adesso potrebbe esserci una svolta di uno dei casi di cronaca che sta ancora facendo molto discutere. Le indagini della Procura di Napoli hanno subito un’accelerata e si potrà finalmente stabilire se qualcuno ha spinto Tiziana verso il suicidio. Molti elementi utili potrebbero infatti essere contenuti nel telefonino della donna, un iPhone 5 appena sbloccato con un hack, nelle conversazioni sulle piattaforme di messaggistica, soprattutto dopo che aveva preferito chiudere il suo profilo personale Facebook. Gli inquirenti avevano annunciato la richiesta alla sede di Cupertino della Apple, attraverso una rogatoria, di sbloccare il cellulare.

Ma i carabinieri napoletani della sezione cybercrime sono riusciti lo stesso ad estrapolare alcuni file risalenti alle ore precedenti alla morte. «Ora ci aspettiamo sviluppi, speriamo importanti», spiega il procuratore di Napoli Nord Francesco Greco, che coordina le indagini. «Alcune settimane fa avevamo deciso di non dar seguito alla rogatoria internazionale da inviare all’autorità americana affinché costringesse la Apple a sbloccare l’iPhone di Tiziana, perché ciò avrebbe allungato di molto di tempi: grazie ai carabinieri abbiamo aggirato l’ostacolo».

E mentre la famiglia di Tiziana spera di ottenere giustizia, è atteso l’esito del reclamo inviato il 16 dicembre scorso al Garante della privacy con la richiesta di rimuovere i video dai motori di ricerca e dai siti hot, un centinaio, che ancora contengono pagine associate ai video girati dalla ragazza e che consentono di vederli. E a chiudere il cerchio delle novità, nei prossimi giorni intanto gli inquirenti di Napoli Nord sentiranno, come persone informate sui fatti, amici e conoscenti di Tiziana, con cui la ragazza potrebbe aver scambiato messaggi prima di morire.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 3 Media: 4.7]

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento!
Il tuo nome