Il software è compatibile sulle versioni più recenti di iPhone, iPad e iPod touch

A grandi passi verso il rilascio della versione finale dell’aggiornamento di sistema operativo iOS 10.1, atteso tra la fine di ottobre e l’inizio del mese di novembre 2016. I laboratori di Cupertino sono in pieno attivismo e hanno già messo a disposizione una nuova beta, la terza, che non introduce novità di rilievo se non la correzione di una serie di problemi. La compatibilità dell’iOS 10.1, oltre che per i nuovi iPhone 7 e iPhone 7 Plus, è assicurata su iPhone 6S, iPhone 6S Plus, iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPhone SE, iPhone 5S, iPhone 5C, iPhone 5, iPad Pro da 12,9 pollici, iPad Pro da 9,7 pollici, iPad Air 2, iPad Air, iPad di quarta generazione, iPad mini 4, iPad mini 3, iPad mini 2, iPod touch di sesta generazione.

Trattandosi di una beta, è inevitabile che l’aggiornamento iOS 10.1 sia soggetto a bug e problemi in tutte le sue declinazioni per iPhone, iPad e iPod touch. Il consiglio per chi intende scaricare e installare questa beta è di procedere con cautela ovvero eseguire un backup dei dati presenti nel proprio dispositivo e, se possibile, testarlo su un device diverso dal principale.

In ogni caso, non appena pronta, la ricezione della notifica della disponibilità della release finale dell’iOS 10.1 sarà ovviamente automatica e contemporanea per tutti i dispositivi della mela morsicata per cui è stata annunciata la compatibilità, ma per accelerare i tempi e verificare manualmente la presenza dell’upgrade dal proprio iPhone o iPad, è possibile seguire il percorso Impostazioni Generali > Aggiornamento Software > Scarica e Installa oppure collegare il device a un Mac o a un PC via iTunes. Il tutto mentre il team Pangu rallenta nella diffusione di informazioni sul jailbreak dell’iOS 10. Dopo aver pubblicamente mostrato di essere stato capace di violare il software, attende il rilascio della versione finale dell’aggiornamento iOS 10.1 per evitare che Apple possa correre ai ripari.

In questo contesto di continue novità, hacker e furti di dati personali, capita che l’Apple Watch venga messo al bando nelle riunioni istituzionali. La decisione porta la firma di Theresa May, 60 anni, primo ministro inglese dal 13 luglio 2016, in seguito al referendum sulla Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. In buona sostanza, i ministri non possono allacciare al polso lo smartwatch di Apple, entrato in commercio nei Paesi anglosassoni poco più di un anno. La ragione? Potrebbe essere usato come microfono per ascoltare le conversazioni. C’è comunque un precedente: per lo stesso motivo erano già stati vietati gli smartphone.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 9 Media: 4.4]

NESSUN COMMENTO

Rispondi