Le novità in un emendamento al disegno di legge Concorrenza



Cambiare compagnia telefonica rischia di diventare un’operazione più costosa, anche se più semplice e veloce. Lo prevede un emendamento al disegno di legge Concorrenza in via di approvazione in parlamento. In buona sostanza le novità viaggiano su due binari paralleli. Il primo è l’addebito a carico del consumatore delle spese per il passaggio da un gestore all’altro, rapportate ai costi reali sostenuti dall’azienda per trasferire il servizio. La seconda è l’opportunità di comunicare il recesso o il cambio di gestore a operatori di telefonia e di reti televisive anche solo via web.

Tutto pacifico? Solo fino a un certo punto perché secondo il Codacons si rischia di “danneggiare la concorrenza e disincentivare gli utenti a recedere dai contratti o passare ad altro operatore pur di non affrontare balzelli e costi di recesso“. Da qui l’invocazione a rendere l’operazione di cambio della compagnia telefonica totalmente gratuita per tutti i consumatori.

In ogni caso, le regole vanno nella scia di quelle approvate un anno fa di questi tempi, secondo cui gli oneri del passaggio da un gestore all’altro, anche in riferimento a pay TV e Internet, devono essere chiari in caso di uscita anticipata e proporzionali al valore del contratto e alla durata residua della promozione. E ancora: il contratto con l’operatore non può durare più di 24 mesi e il cambio di compagnia deve essere più immediato.

A proposito del ddl Concorrenza che a breve riceverà il definitivo semaforo verde, tra le novità principali si segnala, a partire dal primo gennaio 2018, l’abrogazione del servizio di maggior tutela del mercato elettrico. Una misura che riguarda circa 20 milioni di clienti domestici e 4 milioni di piccole e medie imprese, più o meno il 20% dei consumi di energia elettrica, che al momento non hanno ancora scelto un fornitore nel libero mercato. I clienti in tutela potranno scegliere, individuando un fornitore nel mercato libero, o non decidere. In quest’ultimo caso, per effetto della riforma, si troveranno a trasmigrare nel servizio di ultima istanza.

L’emendamento dei relatori dovrebbe assicurare una data fissa per il passaggio al libero mercato, garantire che gli utenti siano informati e a conoscenza delle differenze tra i diversi contratti proposti dalle aziende sul mercato e, infine, tutelare quegli utenti che non sono in grado di decidere consapevolmente, come i pensionati al minimo i gli anziani. Infine, sul fronte assicurativo, i consumatori che decidono di cambiare compagnia manterranno la propria classe di merito.

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3 COMMENTI

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